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Pubblicate le linee guida Siot

Osteoporosi, ecco come prevenirla

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Pubblicato il: 07-11-2017
Osteoporosi, ecco come prevenirla © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Da una certa età in poi è normale che ciascuno di noi vado incontro a una lenta perdita di minerali dalle ossa: un evento naturale che fa parte delle numerose modificazioni che il nostro organismo subisce con l'invecchiamento. Quando, tuttavia, questa riduzione è eccessiva e la massa ossea scende al disotto di determinati livelli si parla di ‘osteoporosi’, una condizione patologica.
Secondo le stime, nel mondo sono circa 200 milioni i soggetti affetti da osteoporosi. Attualmente, ogni anno, in Europa e Stati Uniti, si verificano più di 2.3 milioni di fratture da osteoporosi. Per l'Italia mancano ancora dati precisi sul numero di persone realmente affette da osteoporosi, si stima che possano essere intorno ai 5 milioni; di questi, ogni anno, circa 100-110 mila vanno incontro a fratture di polso e 60-70 mila di femore, a causa di questa patologia.
Per affrontare e prevenire questa vera e propria pandemia, destinata ad aumentare nei prossimi anni per il progressivo aumento dell'età media della popolazione, la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) ha recentemente pubblicato le linee guida sull’osteoporosi; direttive che sono state persino recepite dalla International Osteoporosis Foundation, la quale le ha definite standard di eccellenza a livello internazionale.
Prevenire l’osteoporosi, patologia che colpisce soprattutto non solo gli anziani ma anche le donne dopo la menopausa, è possibile seguendo stili di vita corretti. E’ vero che su questa patologia influisce molto la familiarità, contro la quale non si può fare granché, ma la maggior parte dei fattori sono modificabili: tra questi vi è la vitamina D, la cui carenza è una delle principali causa di fragilità delle ossa; secondo molti scienziati essa andrebbe dunque assunta persino senza preoccuparsi di dosarla. Per prevenire l’osteoporosi attenzione particolare va posta sulla dieta, che deve essere ricca di: proteine, fibre, calcio e, appunto, vitamina D. Anche l’attività fisica è fondamentale: è consigliato eseguirla almeno 3 volte a settimana, ma escludendo tutti gli sport che prevedono contatto fisico o sollecitazioni verticali sul rachide come la corsa; pertanto ideali sono il nuoto o il ballo. Infine importantissima è l’esposizione al sole: per attivare un quantitativo di vitamina D adeguato, è necessaria un'esposizione solare di almeno 10-20 minuti al giorno, rivolta soprattutto alle mani e al viso.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia

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