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Alla base una disfuzione del processo di glicolisi

Alzheimer più grave con troppi zuccheri nel cervello

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Pubblicato il: 10-11-2017
Alzheimer più grave con troppi zuccheri nel cervello © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Secondo i dati più recenti sono sono 600 mila i malati di Alzheimer in Italia e, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione del nostro Paese, sono destinati ad aumentare. A livello mondiale, ogni anno (secondo le ultime rilevazioni dell’Alzheimer's Disease International) si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi di demenza: uno ogni tre secondi circa. Si tratta dunque di una vera e propria pandemia su cui, pertanto, i riflettori della ricerca scientifica sono costantemente puntati.
Secondo un recente studio, finanziato dall’americano National Institute on Aging (NIA) e pubblicato sulla rivista scientifica Alzheimer's & Dementia, per i malati di Alzheimer un eccesso di zucchero nel cervello potrebbe accentuare i sintomi della demenza e portare conseguenze cerebrali patologicamente più gravi.
In passato, ricerche precedenti avevano già ipotizzato un nesso tra alcuni disturbi metabolici e il morbo di Alzheimer, tanto da portare a ribattezzare quest’ultimo ‘diabete del cervello’ (o del terzo tipo). In questo recente studio statunitense, coordinato da Madhav Thambisetty della Unit of Clinical and Translational Neuroscience, sono stati presi in esame cervelli di soggetti deceduti: alcuni prelevati da individui che erano affetti da Alzheimer, altri da persone che in vita erano assolutamente sane. Ebbene, nel cervello di coloro che erano stati colpiti dal morbo era presente un eccesso di zucchero dovuto al fatto che nelle regioni colpite dalla malattia - ma non in quelle che, come il cervelletto, non vengono interessate dalla demenza - si evidenziava una disfunzione del processo di glicolisi, ossia quello che porta alla trasformazione dello zucchero in energia utilizzabile dal cervello per lavorare; al contrario, nel cervello dei soggetti deceduti senza demenza il processo di glicolisi risultava perfettamente funzionante. Inoltre, i ricercatori hanno notato che la compromissione della glicolisi va di pari passo con il grado di avanzamento dell’Alzheimer nel cervello dei pazienti.
La ricerca è di importanza fondamentale, giacché potrebbe aver individuato nel processo di glicolisi un nuovo bersaglio di possibili terapie contro la malattia di Alzheimer.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Alzheimer's & Dementia

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