Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Scoliosi: colpiti 2 adulti su 3, chirurgia spesso efficace

di
Pubblicato il: 20-11-2017
Scoliosi: colpiti 2 adulti su 3, chirurgia spesso efficace © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - La scoliosi è una patologia degenerativa che si manifesta dopo i 50 anni e colpisce soprattutto il sesso femminile. Comporta perdita di autonomia e con l’invecchiamento generale della popolazione affligge sempre più persone: a seconda della fascia di età, la prevalenza può arrivare fino al 68%. Le cause si rintracciano nella predisposizione anatomica di ogni individuo, ma a incidere possono essere anche la postura e un lavoro usurante.

Una nuova tecnica percutanea e mininvasiva consente di ridurre il dolore e sintomi neurologici associati, restituendo la capacità di compiere in piena autonomia qualsiasi attività quotidiana. Riscontrabile un elevato numero di risultati soddisfacenti a fronte di un basso tasso di complicanze e un impegno chirurgico minimo per il malato, con una percentuale di riuscita del 90%.

Per trattare la patologia esistono diversi tipi di intervento, ma non tutti promettono gli estesi risultati. Non sempre fisioterapia e terapia farmacologica riescono ad alleviare dolore e sintomi neurologici e a restituire una buona qualità di vita al malato, per cui spesso si deve ricorrere al trattamento chirurgico.

L’intervento classico prevede un’ampia incisione, lo scollamento dei tendini e dei muscoli dalla colonna, la decompressione del canale vertebrale e la correzione della deformità seguita alla fissazione della colonna con barre e viti peduncolari. Purtroppo si associa a un alto tasso di complicanze dovuto alla lunga durata della procedura chirurgica, alle perdite ematiche, alla scarsa qualità dell’osso che spesso è osteoporotico. Inoltre nel lungo periodo le viti possono cedere o spostarsi e bisogna rioperare.

Un nuovo trattamento permette invece di ridurre al minimo lo stress operatorio e garantire un rapido recupero dell’autonomia. Oggi grazie alla chirurgia mininvasiva e all’utilizzo di materiali avanzati che garantiscono un’efficace tenuta sull’osso si è in grado di minimizzare le complicanze dell’intervento. Anche il recupero è molto rapido.

La tecnica prevede l’inserimento di barre e viti per via percutanea e protesi tra i corpi vertebrali, attraverso piccole incisioni cutanee che permettono di correggere la deformità senza necessità di scollare tendini e muscoli minimizzando quindi le perdite ematiche e i tempi chirurgici.  L’utilizzo dell’amplificatore di brillanza consente di essere guidati nell’intervento da radiografie eseguite intraoperatoriamente. I tempi dell’intervento sono ridotti così come le perdite ematiche. Il recupero è più rapido e la degenza ospedaliera breve. Il giorno successivo all’intervento il malato può già alzarsi e camminare. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Pier Vittorio Nardi, presidente del Cismer, Associazione di Chirurgia Italiana Spinale Mini-invasiva e Robotica e responsabile della Chirurgia Vertebrale dell’ospedale Cristo Re di Roma

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Video del Giorno:

Promozioni:

Commenti