Le parole pi cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Chi comanda tra stomaco e cervello? Lo svela un'indagine

di
Pubblicato il: 27-11-2017
Chi comanda tra stomaco e cervello? Lo svela un'indagine © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Agire di pancia o avere le farfalle nello stomaco sono espressioni entrate nel linguaggio comune che trovano corrispondenza a livello scientifico nell’interdipendenza che esiste tra stomaco e cervello. I malesseri gastrointestinali, secondo un’indagine di Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione), interessano la maggioranza degli italiani: l’89,6% ha avuto almeno un disturbo a stomaco e intestino. Bruciore di stomaco, dolore addominale, gonfiore e meteorismo, diarrea, difficoltà digestive e stitichezza quelli più ricorrenti.

A scatenarli abitudini alimentari scorrette e stress. L’84,9% ne soffre quando mangia troppo (53,4%) o quando mangia male, di fretta, saltando i pasti (13,7%) o assumendo pochi vegetali (17,8%).  «A livello gastrointestinale esiste un secondo sistema nervoso denominato enterico, costituito da oltre 100 milioni di neuroni che regolano autonomamente l’assorbimento, la digestione e la motilità dell’intestino – afferma il professor Attilio Giacosa, coordinatore scientifico del Dipartimento di Gastroenterologia del Gruppo Sanitario Policlinico di Monza – I due sistemi nervosi, quello centrale e quello periferico, comunicano attraverso una fitta rete di impulsi bilaterali trasmessi soprattutto attraverso il nervo vago. Il cervello cranico e quello enterico interagiscono condizionandosi a vicenda.

A telecomandare la relazione intervengono molti meccanismi biologici e fra questi gioca un ruolo importante la serotonina, una molecola che fa da neurotrasmettitore del benessere: pur agendo a livello cerebrale, viene prodotta per il 95% nell’apparato gastrointestinale. Oltre a regolare il processo peristaltico necessario allo svuotamento dell’intestino, determina i movimenti dell’attività digestiva.

Quando si mangia un cibo gustoso - continua Giacosa - l’intestino libera i suoi ricettori e aumenta la presenza di serotonina, rendendola disponibile a livello cerebrale e favorendo piacere e benessere. Secondo lo stesso meccanismo, in presenza di un'infiammazione intestinale, viene prodotto un eccesso di serotonina che, da un lato induce la comparsa di disturbi gastrointestinali, dall’altro attiva a livello cerebrale un enzima che demolisce la serotonina, influenzando negativamente l'umore». 

Per prevenire la sintomatologia è importante mangiare in maniera più sana ed equilibrata (66,8%) e prendersi cura di sé attraverso il riposo (17,7%), l’attività fisica (17,5%) e il tempo libero (9,2%). Quantità di cibo superiori al normale e con abbondanti condimenti inducono nausea, stipsi, disturbi del sonno, meteorismo, pesantezza di stomaco, acidità, cefalea e sensazioni di disagio. Dedicare tempo all’attività fisica anche attraverso passeggiate, mangiare con calma, cercare di limitare fumo e alcolici può aiutare.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Assosalute

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.
Ti potrebbe interessare: