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Epatite C: le cure ci sono, ma i malati non si trovano

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Pubblicato il: 04-12-2017
Epatite C: le cure ci sono, ma i malati non si trovano © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Il congresso organizzato dall’università Federico II di Napoli e dall’università di Palermo ha rappresentato l’occasione per mettere a punto lo stato attuale delle cure per l’epatite C erogate in Italia: i farmaci hanno raggiunto percentuali di efficacia elevatissime – oltre il 95% – il che significa una cura universale disponibile per tutti.

Eppure ci sono ancora due ordini di problemi: il primo è il reperimento dei malati, al di sotto del target fissato dall’AIFa di 80 mila terapie per anno, in quanto si stima di chiudere l’anno 2017 con non più di 60 mila malati trattati. Dall’altro emerge sempre più il fatto che quel piccolo numero di malati non responsivi alle cure, quelli che sviluppano resistenze, sono ancora un punto caldo che attende la registrazione di nuovi regimi terapeutici - come la combinazione voxilatavir/sofosbuvir/velpatasvir – e la possibilità di una rete di laboratori che possa valutare quali mutazioni sono presenti e quindi incidere più attivamente sulla qualificazione del miglior regime. 

Parliamo del resto di numeri importanti: un milione di soggetti affetti da epatite C, 300 mila con epatite B, 200 mila con cirrosi epatica e 4-5 milioni con steatosi epatica non alcolica. Essendo state eliminate tutte le restrizioni di accesso ai nuovi farmaci anti-epatite C puntiamo all’eliminazione di questa infezione dal nostro Paese in 3 anni. Sono Puglia e Campania le regioni che hanno trattato più soggetti, la maggior parte con cirrosi. Sicilia e Campania vedono oltre il 70% dei soggetti trattati con il genotipo 1. Guariti oltre il 95% dei soggetti trattati, con scomparsa totale della malattia. 

È cambiato il panorama terapeutico dell’epatite C negli ultimi decenni. In pochi anni siamo passati dall’uso esclusivo dell’interferon agli ultimi farmaci per la cura dell’Hcv con uso once daily, più potenti ed efficaci delle precedenti combinazioni. E anche i dati clinici confermano la loro utilizzabilità anche per tempi brevi e con una terapia semplificata, senza effetti collaterali importanti e con un'ottima sicurezza. 



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Hepatology in motion summit di Napoli

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