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Due italiani su 3 hanno paura delle frodi alimentari

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Pubblicato il: 06-12-2017

Sanihelp.it - Due italiani su 3 (68%) sono preoccupati dell’impatto di quello che mangiano sulla salute anche per effetto del ripetersi degli scandali alimentari: è quanto emerge da un'analisi Coldiretti/Ixé. Quasi 1 italiano su 3 (29%) ritiene che i casi di frode e contraffazione alimentare dovrebbero essere puniti con l’arresto, con la maggioranza dei cittadini (51%) che chiede la chiusura dell’attività. 

Si tratta infatti di una realtà insidiosa come è emerso dalla dimostrazione realizzata dalla Coldiretti con la collaborazione delle Osservatorio Agromafie e delle forze dell’ordine, dall’Arma dei Carabinieri alla Guardia di Finanza, dalle Dogane all’ ICQRF - Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Si va dall'alterazione delle etichette all'adulterazione, come l’utilizzo di polvere di latte vietata per i formaggi o all’olio di semi trattato con clorofilla spacciato per extravergine, fino alla sofisticazione come l’uso di perossido di benzoile per sbiancare la mozzarella, di anidride solforosa per rendere più rossa la carne o del Cafodos utilizzato per far sembrare il pesce più fresco.

Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare sempre dei prezzi troppo bassi, come per l’extravergine che non deve costare meno di 7 euro al litro se si vuole essere sicuri di acquistare prodotto italiano, ma è importante rivolgersi direttamente ai produttori nelle fattorie o nei mercati contadini dove è possibile parlare direttamente con agricoltori e allevatori e verificare direttamente in azienda i processi produttivi

Con un terzo dei consumi alimentari che si concentra ormai fuori casa, al di là della buona volontà dei ristoratori, oggi non esiste nessuna garanzia per i clienti sulla reale provenienza del pesce o della carne, ma anche del formaggio per condire la pasta con un utilizzo molto diffuso, ma nascosto, di imitazioni straniere del Parmigiano reggiano e del Grano padano, senza dimenticare i piatti di salumi affettati.

A preoccupare è anche il fatto che in quasi 1 ristorante su 4 (22%) secondo l’indagine Coldiretti/Ixé ci sono oliere fuorilegge che non rispettano l’obbligo del tappo antirabbocco entrato in vigore 3 anni fa con la legge europea 2013 bis.

L’Italia, che è leader europeo nella qualità e sicurezza alimentare, ha il compito di svolgere un ruolo di apripista nelle politiche comunitarie alimentari comunitarie che troppo spesso spingono all'omologazione e a un livellamento verso il basso, sottolineando l’importanza di procedere rapidamente nell’introduzione dell’obbligo di indicare in indicare in etichetta l’origine per tutti gli alimenti senza attendere che si verifichino le emergenze, ma va anche tolto il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero per consentire interventi mirati. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Coldiretti

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