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Si tratta della quarta causa di morte per cancro in Europa

Un vaccino italiano contro il tumore del pancreas

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Pubblicato il: 04-12-2017
Un vaccino italiano contro il tumore del pancreas © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Il tumore del pancreas è la quarta causa di morte per cancro in Europa e si ritiene che entro il 2020 supererà il cancro alla mammella come seconda causa di decesso per tumore. Solo nel nostro Paese fa registrare circa 13 mila nuovi casi all’anno, nel 2017 l’Associazione italiana registro tumori ne ha rilevati 13.700: numeri che possono apparire contenuti, ma sono costantemente in aumento dell’1-2% ogni anno, in particolare tra la popolazione di età superiore ai 60 anni e di sesso maschile.

Per queste ragioni appare di fondamentale importanza la scoperta di un team di ricercatori dell’ospedale Molinette di Torino, i quali hanno sviluppato un vaccino contro il tumore al pancreas che, già sperimentato su animali, ha dato risultati più che incoraggianti. Gli scienziati, coordinati professor Francesco Novelli, assieme i clinici del Centro Oncologico e Ematologico Subalpino (Coes) sono giunti a questa terapia immunologica constatando che i pazienti affetti da tumore del pancreas hanno anticorpi anti-alfa enolasi che rispondono meglio alle terapie antitumorali. Analizzando, nei pazienti, le risposte anticorpali contro l’alfa-enolasi è stato sviluppato un vaccino risultato efficace nell’aumentare l’aspettativa di vita degli animali da laboratorio affetti da tumore pancreatico.

L’obiettivo dei ricercatori è quello di affiancare il nuovo vaccino, come arma antitumorale, ai già impiegati farmaci immunoterapici e alle moderne forme di chemioterapia, un approccio sinergico avente lo scopo di prolungare la vita dei pazienti

A questo risultato si è potuti giungere grazie a un progresso enorme avvenuto, in particolare negli ultimi cinque anni, in ambito terapeutico: i progressi si sono registrati soprattutto per ciò che concerne le chemioterapie di combinazione, molto più attive che in passato, e i farmaci nanotecnologici che si sono dimostrati più efficaci rispetto a quelli chemioterapici classici: questi farmaci nanotecnologici, il nab-paclitaxel e il nal-IRI, sono infatti oggi rispettivamente la più solida terapia di prima linea e di seconda linea per il trattamento di questa malattia così aggressiva.



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Ospedale Molinette

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