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Se fosse l'ovulo a scegliere lo spermatozoo?

Nella fecondazione anche l'ovulo è protagonista

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Pubblicato il: 05-12-2017
Nella fecondazione anche l'ovulo è protagonista © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Secondo la nostra concezione classica della fecondazione, tutto il processo sembra ridursi a una sorta di gara di velocità tra spermatozooi, in cui il migliore, prevalendo sui diretti concorrenti, riesce a raggiungere e fecondare l’ovulo. In tutto questo, l’ovulo stesso, ossia la controparte femminile del processo, ci appare come inerte, privo di un qualunque ruolo. 

Si potrebbe definire una concezione maschilista (o maschiocentrica) che, tuttavia, grazie a un recente studio coordinato dal dottor Joe Nadeau, dello statunitense Pacific Northwest Research Institute, potrebbe venire messa in discussione: secondo Nadeau, infatti, gli ovuli femminili potrebbero esercitare una forma di selezione degli spermatozoi geneticamente migliori, e avere quindi un ruolo attivo nello scegliere il corredo genetico dell'eventuale prole.

Stando a quanto espresso dalla seconda legge di Mendel (o legge della segregazione), quando un individuo produce gameti, le due copie di un gene (alleli) si separano, in modo tale che ciascun gamete ne riceva soltanto una copia. Se entrambi i genitori sono eterozigoti, ossia recano coppie di alleli diversi per un dato gene, allora metà della prole sarà eterozigote. Un quarto sarà omozigote - riceverà cioè la stessa versione di ogni gene da entrambi i genitori - e un quarto sarà omozigote con due copie dell’altra versione. Ebbene, le cose starebbero così se le fecondazione fosse davvero un processo, per così dire, casuale; ma se un ulteriore fattore - e stiamo chiaramente parlando dell’ovulo - potesse intervenire in modo selettivo, queste percentuali non reggerebbero più.

Mentre studiava l’ereditarietà di due geni implicati nell’insorgenza del cancro ai testicoli in alcuni topi di laboratorio, Nadeau ha trovato due esempi che indicavano una fertilizzazione tutt’altro che casuale. Certe coppie di geni ereditati dai genitori risultavano, infatti, più ricorrenti di altre: dopo aver escluso spiegazioni alternative, lo scienziato ha concluso che le cellule uovo potrebbero selezionare attivamente gli spermatozoi da cui farsi fecondare.

Secondo lo scienziato, la cui ricerca è stata pubblicata su Genetics, due sono le ipotesi in grado di spiegare il modo in cui gli ovuli sono in grado di svolgere azione di orientamento. La prima è che il metabolismo della vitamina B, una molecola che ha un ruolo fondamentale nel concepimento, possa influire sul grado di reciproco apprezzamento tra ovulo e spermatozoo. La seconda ipotesi è che, poiché gli spermatozoi maschili sono spesso già presenti nel tratto riproduttivo femminile prima della divisione finale che produce l'ovulo, essi mandino segnali capaci di influenzare le successive preferenze della cellula sessuale femminile.



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Genetics

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