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Obesità: l'intervento allo stomaco guarisce anche il fegato

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Pubblicato il: 14-12-2017
Obesità: l'intervento allo stomaco guarisce anche il fegato © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Nei ragazzi con obesità grave il ricorso alla chirurgia bariatrica consente la guarigione del fegato grasso, danneggiato dall'eccesso di peso. Uno studio pubblicato sul Journal of Pediatrics dimostra come l'intervento di riduzione dello stomaco, oltre a consentire la drastica riduzione dell'eccesso ponderale, contribuisca a ripristinare le funzioni metaboliche del fegato. Lo studio è stato condotto all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con l'Università La Sapienza di Roma.

Il fegato grasso, o steatosi epatica non alcolica, è la malattia del fegato più diffusa nel mondo occidentale. Colpisce infatti tra il 5 e il 15% della popolazione pediatrica generale, ma arriva al 30-40% tra i bambini e i ragazzi obesi. È determinata dall'accumulo di grasso all'interno delle cellule del fegato e può evolvere nel tempo, se non trattata, verso l'infiammazione cronica del fegato (steatoepatite non alcolica, NASH), fino alla fibrosi epatica o al carcinoma del fegato.

Già da alcuni anni la chirurgia bariatrica è stata introdotta come opzione terapeutica negli adolescenti con obesità grave complicata dalla contemporanea presenza di patologie quali la steatoepatite, il diabete, l'ipertensione arteriosa e le apnee notturne. La tecnica chirurgica principalmente usata in età pediatrica è la sleeve gastresctomy, che prevede una riduzione del 70% circa dello stomaco.

I primi studi sull'efficacia di questa strategia terapeutica hanno mostrato non solo una riduzione drastica dell'eccesso ponderale confermata a distanza di tempo, ma anche il miglioramento delle principali patologie metaboliche correlate all'obesità, compreso il miglioramento dei tessuti epatici danneggiati dalla steatoepatite, con riduzione del grado di fibrosi.

Lo studio rivela il meccanismo attraverso il quale il fegato degli adolescenti sottoposti a chirurgia bariatrica, in concomitanza del notevole calo ponderale (anche 40-50 kg in un anno), sia nuovamente in grado di svolgere le funzioni metaboliche fisiologiche. Questo avviene infatti grazie alla riattivazione della funzionalità di adiponectina e resistina, due ormoni la cui funzione viene alterata nell'obeso, procurando l'infiammazione del tessuto principale del fegato e di quello adiposo, nonché l'insorgere di insulino-resistenza, anticamera del diabete di tipo 2.

Alla luce di questi risultati, l'intervento di gastrectomia non va considerato come una soluzione demolitiva, ma come una terapia, in grado di ripristinare le vie metaboliche fisiologiche compromesse dal tessuto adiposo presente nei casi di obesità patologica complicata. La scoperta assume rilievo se si considera che una percentuale tra il 2,1 e il 5,9% degli adolescenti occidentali è gravemente obesa.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Pediatrico Bambino Ges

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