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Allarme fake news: il web inganna 8,8 milioni di italiani

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Pubblicato il: 27-12-2017

Allarme fake news: il web inganna 8,8 milioni di italiani © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Sono 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Ma 8,8 milioni sono stati vittime di fake news. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate.

Se il medico di medicina generale (53,5%) e il farmacista (32,2%) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali virtuali (28,4%). Il 17% degli italiani consulta siti web generici sulla salute, il 6% i siti istituzionali, il 2,4% i social network. In particolare tra i millennials sale al 36,9% la quota di chi usa il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi.

Il pericolo è fortemente percepito dagli italiani: il 69% vorrebbe trovare sui siti web e sui social network informazioni certificate sulle piccole patologie e sui farmaci per curarle da assumere senza obbligo della ricetta medica. È quanto emerge da una ricerca del Censis realizzata in collaborazione con Assosalute.

Sono 49 milioni gli italiani che soffrono di piccoli disturbi che ne compromettono la piena funzionalità quotidiana nelle relazioni sociali e sul lavoro. Di questi, 17 milioni soffrono con grande frequenza di piccoli disturbi che incidono pesantemente sulla loro vita. Quelli più diffusi sono mal di schiena (40,2%), raffreddore, tosse, mal di gola e problemi respiratori (36,5%), mal di testa (25,9%), mal di stomaco, gastrite, problemi digestivi (15,7%), influenza (13,9%), problemi intestinali (13,2%). Si curano da soli con farmaci da banco, senza bisogno della ricetta medica, 46 milioni di italiani. 

Il ricorso al farmaco è informato, consapevole e maturo: la prima volta che si assume un farmaco senza obbligo di ricetta per curare un piccolo disturbo, il 70,4% degli italiani chiede consiglio al medico o al farmacista, l’83,1% legge sempre il foglietto illustrativo e il 68,4% afferma di comprenderlo appieno. Trascorsi alcuni giorni dall’assunzione del farmaco, se il disturbo persiste l’88,5% si rivolge al medico e il 36,2% al farmacista. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Censis e Assosalute

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