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Cibi d'oriente

Il fascino della cucina orientale

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Pubblicato il: 19-12-2017

Soprattutto d'inverno moltissime spezie o addirittura alcuni piatti, sono sulla bocca di tutti per via delle loro capacità di migliorare l'efficienza del sistema immunitario


Il fascino della cucina orientale © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Stare bene d’inverno è tutt’altro che facile: non solo l’organismo deve fare i conti con i virus influenzali e parainfluenzali, ma anche con le difficoltà digestive accentuate dalle temperature rigide.

Molti cibi di origine orientale e addirittura alcune preparazioni, però, possono supportare alcune funzionalità dell’organismo umano, stimolare la funzionalità digestiva e delle difese immunitarie.

Ne è un esempio lo yuzu, un agrume della famiglia delle Rutacee che può vantare un contenuto doppio di vitamina C rispetto a quello delle arance: ha un sapore acidulo e leggermente fruttato per questo ben si presta ad accompagnare il pesce o a combinarsi con il sapore piccante; in Corea a partire da questo frutto si ottiene anche una buona marmellata molto utilizzata per realizzare torte e gelatine.

Un altro piatto tipicamente orientale che può essere d’aiuto d’inverno è il kimchi, una preparazione a base di verdure fermentate e spezie: proprio per la presenza di verdure fermentate questo piatto è in grado di apportare lattobacilli, ovvero batteri buoni amici dell’intestino che possono aiutare a scalzare i batteri cattivi che possono predisporre allo sviluppo di influenza gastrointestinale.

Il dragon fruit, invece, è un frutto appunto proveniente da Malesia, Vietnam, Thailandia, Indonesia, Filippine, Sri Lanka e Cambogia: ha una polpa morbida e chiara, ricca di piccoli semini simili a quelli del kiwi; è ricchissimo in fibre e contiene molta acqua ecco perché se consumato regolarmente, può contribuire ad abbassare la pressione arteriosa, che così spesso d’inverno si alza anche a causa del freddo che favorisce la vasocostrizione.

L’inverno è sicuramente la stagione dei funghi: fra quelli di origine orientale il fungo Shiitake costituisce una buona fonte di proteine vegetali ed è molto ricco di sali minerali e vitamine del gruppo B, molto utili soprattutto in caso di terapie antibiotiche prolungate.

Questi funghi, inoltre, hanno una sorta di attività di protezione verso il fegato, quindi il loro consumo è una sorta di toccasana soprattutto se il consumo fa seguito alle pesanti abbuffate natalizie.

Per chi, infine, è arrivato stremato a questa fine d’anno non si può non consigliare il consumo regolare di dolci e bevande analcoliche rigeneranti a base di ginseng, impiegato in cucina anche sottoforma di radice grattugiata da aggiungere a brodi e zuppe.

Il ginseng ha la capacità di agire a livello dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene per indurre la liberazione del cortisolo, l’ormone capace di migliorare la risposta allo stress psico-fisico.



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