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La depressione? Viene da lontano, è dimostrato

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Pubblicato il: 10-01-2018
La depressione? Viene da lontano, è dimostrato © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Annamaria Cattaneo, ricercatrice dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, ha pubblicato su Molecular Psychiatry un articolo sul tema della depressione maggiore, che dimostra come fattori ambientali, in particolare eventi stressanti e traumatici durante i primi anni di vita, possano esercitare un effetto sinergico con la vulnerabilità determinata dal proprio background genetico.

Questo studio rafforza l’idea che alcune varianti geniche, note anche come polimorfismi, possano interagire con l’ambiente avverso, rendendo alcuni soggetti più vulnerabili rispetto ad altri per lo sviluppo di psicopatologie.

Al fine di identificare nuovi geni di vulnerabilità, i ricercatori hanno condotto un nuovo approccio dove hanno intrecciato dati provenienti da diversi tessuti, da modelli preclinici e da studi in corti cliniche. Hanno quindi identificato un network di nuovi geni, coinvolti in processi di infiammazione e di risposta allo stress come possibili geni di vulnerabilità per la depressione.

Il risultato più interessante è stato quando hanno osservato, in due diverse corti cliniche (una corte americana di malati di depressione ed esposti ad eventi traumatici e una corte norvegese di soggetti adulti che durante l’adolescenza erano stati separati dai genitori a causa della seconda guerra mondiale) che individui con determinate varianti geniche in questi geni, se esposti a eventi stressanti durante l’adolescenza, erano quei soggetti che avevano sviluppato sintomi depressivi in età adulta.

Lo studio sottolinea l’importanza di comprendere i meccanismi mediante i quali una predisposizione genetica (intesa sia come predisposizione al rischio o alla resilienza/protezione) possa interagire con eventi ambientali avversi ed esercitare un effetto a lungo termine che viene poi smascherato in età adulta, con la manifestazione della malattia.

Questo contribuirà non solo a una migliore comprensione di come i geni interagiscono con l’ambiente esterno, ma porterà anche all’identificazione di soggetti più a rischio e anche di nuovi bersagli utili per lo sviluppo di nuovi farmaci che, se somministrati in via preventiva, potrebbero essere utili per minimizzare il rischio di sviluppare questa patologia.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Irccs Fatebenefratelli Brescia

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