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Malattia di Crohn: una diagnosi su 5 riguarda ragazzini

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Pubblicato il: 25-01-2018
Malattia di Crohn: una diagnosi su 5 riguarda ragazzini © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - In Italia l’incidenza delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino (IBD, inflammatory bowel disease) è medio-alta e si è assistito a un ulteriore incremento, anche nei Paesi sviluppati. In Italia stanno per essere immessi nel mercato nuovi farmaci biotecnologici come ustekinumab, un anticorpo monoclonale IgG1κ interamente umano, che lega interleuchina (IL)- 12/23, prodotto in una linea cellulare di mieloma murino, usando la tecnologia di DNA ricombinante. 

Il farmaco lega l’interleuchina 12/23 impedendone il legame con il suo recettore e la conseguente attivazione di svariati meccanismi infiammatori a livello della mucosa intestinale. Sebbene sia costoso, permetterebbe maggiori possibilità per selezionare la migliore terapia e cura individuale.  

Attualmente si stima che in Italia siano affette da colite ulcerosa o malattia di Crohn circa 250mila persone: queste malattie hanno un notevole impatto sulla quotidianità, provocando assenza dal lavoro e dalla scuola, difficoltà nelle relazioni personali, discriminazione e depressione. 

Circa il 50% delle persone con malattia di Crohn e il 20% di quelle con colite ulcerosa necessitano di intervento chirurgico entro 10 anni dalla diagnosi. Esiste, inoltre, una predisposizione familiare: uno su 5 ha uno o più parenti stretti affetti da malattia di Crohn o colite ulcerosa.

Il malato è generalmente giovane, più frequentemente tra i 20 e i 30 anni di età, senza differenze tra uomo e donna. Ma circa il 20% viene diagnosticato al di sotto dei 18 anni. Le cause sono ancora ignote, ma ci sono varie ipotesi. Tre i meccanismi principali: un fattore esterno, che sembra si ripercuota sulla flora batterica intestinale, alterando l'equilibrio dei batteri dell'intestino; un fattore genetico, con  numerose piccole mutazioni dei geni; infine quando intervengono simultaneamente il fattore genetico e quello ambientale, si estrinseca un'alterazione del sistema immunitario a livello della mucosa intestinale, che genera infiammazione acuta e cronica con danni intestinali.

La malattia di Crohn, nota anche come enterite regionale, è una malattia infiammatoria cronica dell'intestino che può colpire qualsiasi parte del tratto gastrointestinale, dalla bocca all'ano. I sintomi classici sono una diarrea cronica, dolore addominale, febbricola e perdita di peso. Spesso però sono subdoli e possono anche non essere tutti presenti.

Purtroppo le procedure diagnostiche si avviano tardi, anche dopo 3 anni dalle prime manifestazioni di sintomi perché è più facile associare questi piccoli problemi al colon irritabile, di cui è affetta il 30% della popolazione italiana.

Una diagnosi tardiva comporta un maggior danno permanente per l'intestino, che potrebbe diventare irriversibile. Di conseguenza, se si arrivasse tardi, potrebbe essere inevitabile l'opzione chirurgica. Occorre quindi rivolgersi, quando si verificano i primi sintomi, il prima possibile al proprio medico di fiducia. Se questo non desse risposte complete, allora è consigliabile il ricorso ai centri specialistici esistenti in tutta Italia.



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VIII Congresso IG-IBD

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