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Un tatuaggio su 5 non va via: più è colorato più è difficile

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Pubblicato il: 30-01-2018

Il 6% degli italiani che si rivolge a centri specializzati vuole cancellare un tatuaggio. I più complessi sono quelli multicolore e quelli sulle gambe. Diverse le tecniche disponibili.

Un tatuaggio su 5 non va via: più è colorato più è difficile © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - La percentuale di successo nella rimozione dei tatuaggi, grazie ai laser di ultima generazione e alla combinazione delle tecniche, è salita fino al 75-80%. Tuttavia, soltanto il 38% dei casi non mostra alcuna traccia del pigmento mentre il 62% dei casi presenta alterazioni della tessitura della pelle, zone ipocromiche, residui di pigmento.

Se n’è parlato durante il Congresso Internazionale ICAMP 2017. Il 6% degli italiani che si rivolge a tali centri specializzati vuole cancellare un tatuaggio. La rimozione non viene richiesta tanto per la sua forma quanto per altre ragioni: qualità del tatuaggio, ragioni sentimentali, ragioni di pudore, ragioni sociali. Non tutti i pigmenti possono essere rimossi con la tecnologia laser, perché esistono dei pigmenti che contengono delle frazioni di biossido di titanio (bianco) e che non sono aggredibili con nessuna lunghezza d’onda. In concreto, purtroppo, alcuni tatuaggi sono indelebili.

«I motivi che portano alla richiesta della rimozione dei tatuaggi – spiega il professor Vincenzo Varlaro, docente di medicina estetica - sono diversi: prevalgono le ragioni estetiche (non piacciono perché non ben eseguiti) e quelle affettive (rappresentano ricordi non più graditi). Frequenti anche quelle di pudore (alcuni si vergognano a mostrarli) e sociali (ingresso nel mondo del lavoro). Il costo è variabile e dipende dall’estensione del tatuaggio, dalla sua profondità, dal tipo (multicolore o meno), dalla zona dove è allocato: secondo il sito possono aumentare le difficoltà di rimozione». 

Le tecniche di asportazione possono essere singole o combinate. Le prime possono realizzarsi utilizzando il Laser Q-Switched a emissione dell’ordine di nanosecondi oppure utilizzando laser di ultima generazione a emissioni dell’ordine di sub-secondi. Le tecniche combinate si realizzano utilizzando più laser e altre tecniche come la carbossiterapia. In tal caso con i laser si frantuma il tatuaggio e con la carbossiterapia, che facilita il deflusso linfatico, si offre un contributo ulteriore alla risoluzione del problema allontanando i frammenti del tatuaggio stesso.

I tatuaggi monocromatici sono più facili da eliminare. La difficoltà consiste in: localizzazione, densità, estensione,  profondità, tipo di pigmento. Per le stesse ragioni aumentano i costi per l’intervento. I tatuaggi più difficili da rimuovere sono quelli localizzati alla estremità degli arti inferiori: sia per un sistema linfatico più povero in vasi, sia per una questione di gravità. Anche in tal caso, la combinazione con la carbossiterapia può essere una soluzione terapeutica utile.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
2 Congresso ICAMP

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