Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Come procedere tappa per tappa

L'ora della pappa: il manuale dello svezzamento

di
Pubblicato il: 30-01-2018

Quando e come passare dal latte materno ai cibi solidi? L'importanza del gioco e le allergie alimentari da tenere d'occhio.

L'ora della pappa: il manuale dello svezzamento © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - «Ecco che arriva l’aeroplanino!». Il gioco della pappa si chiama divezzamento e consente di introdurre cibi solidi nell’alimentazione del lattante: detto anche svezzamento o alimentazione complementare, prevede alimenti nuovi nella dieta del lattante e una diversa modalità di assunzione del cibo. 

Una necessità che si presenta entro il sesto mese di vita del piccolo poiché il latte materno è insufficiente a soddisfare le sue richieste fisiologiche di macro e micronutrienti. In particolare per via dell’apporto energetico, di ferro, zinco e vitamine liposolubili come A e D. Secondo la Società Europea di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione pediatrica e l’Accademia Americana di Pediatria, il periodo tra il 4° e il 6° mese di età è il migliore per iniziare l’alimentazione complementare. Questa, appena possibile, si affiancherà all’allattamento al seno fino al compimento del primo anno di età.

Il divezzamento, affermano i medici del Bambino Gesù, non va introdotto prima del quarto e dopo il sesto mese di età. In questo modo si eviteranno rischi legati a un apporto calorico eccessivo o ridotto rispetto allo sviluppo del bambino e, allo stesso tempo, si stimolerà la sua tolleranza agli alimenti.

All’inizio del sesto mese i pasti dovrebbero essere 5 o 6. Lo svezzamento inizierà con la sostituzione di uno di questi con la prima pappa. Dopo circa 1-2 mesi le pappe saranno 2 e i pasti a base di latte 3 o 4. L’apporto maggiore dovrà provenire da carboidrati e grassi (rispettivamente 43% e 40% circa) e solo il 7/8 % sarà introdotto sotto forma di proteine.

Attraverso questo meccanismo il bambino apprenderà la permanenza degli oggetti (il cucchiaio è ancora in zona anche se non si vede) che più tardi muterà nel concetto di permanenza delle persone (mamma e papà ci sono ancora nonostante si trovino in un’altra stanza). Andrà incoraggiata la sperimentazione con il cibo: 2 o 3 pezzettini morbidi da prendere e portare alla bocca renderanno felice il bambino perché li avrà mangiati da solo. Un altro elemento di novità è rappresentato dalla graduale introduzione degli alimenti: legumi al 7°mese, pesce e uova entro il 9°.

Sono in corso diversi studi per valutare l’impatto del divezzamento sullo stato di salute futura del bambino e sullo sviluppo della sua immuno-tolleranza. Nei paesi industrializzati è dimostrato che un’eccessiva assunzione di proteine nel primo anno può comportare un aumento delle cellule del tessuto adiposo e nel caso l’eccesso proteico si protragga fino al quinto anno di età può aumentare il rischio di obesità.

Il cibo introdotto andrà somministrato in modo graduale: almeno 4-7 giorni di distanza tra due nuovi alimenti. In caso di diagnosi di intolleranze alimentari andranno osservate diete di eliminazione: è fondamentale che ci sia il controllo stretto del pediatra o dello specialista che prescrive la dieta. Un primo controllo andrà effettuato a 3-4 settimane dall’inizio del programma e poi ogni 3-6 mesi per controllare la crescita e programmare i controlli successivi.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale pediatrico Bambin Gesù

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Video del Giorno:

Promozioni:

Commenti