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Sudare fa bene

L'importanza della sudorazione per la termoregolazione

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Pubblicato il: 31-01-2018
L'importanza della sudorazione per la termoregolazione © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Chi ricorda il classico imperativo genitoriale «Non sudare!» mentre, da bambini, ci si allontanava per correre e giocare all’aria aperta insieme ai nostri amici? Sudare è per il corpo umano un processo completamente naturale che, come è lecito aspettarsi, non può essere controllato, eppure la maggior parte di noi cerca in tutti i modi di evitarlo, complici anche i numerosi slogan pubblicitari pensati per mettere la sudorazione letteralmente con le spalle al muro.

Uno dei motivi che rende così importante la sudorazione, soprattutto per gli atleti, è che questo processo rappresenta una fase necessaria dell’attività termoregolatrice che il nostro corpo svolge con precisione ogni volta che facciamo attività fisica. D’altronde la perdita di sostanze utili nel momento in cui sottoponiamo il nostro corpo ad uno sforzo fisico non indifferente è sempre rilevante ai fini del proseguimento del lavoro che stiamo svolgendo, e si potrebbe quasi dire che sudare in maniera corretta rientri in quelle attività universalmente ritenute fondamentali per l’essere umano, a maggior ragione per gli atleti.

Il nostro organismo funziona infatti come una stufa: quando una persona corre, i suoi muscoli lavorano più del solito e, lavorando di più, consumano di più, portando il nostro sistema circolatorio a dover essere più reattivo per dare al cuore gli input necessari per pulsare in maniera più rapida e, così facendo, spingere i polmoni ad accelerare anch’essi il proprio ritmo. Questo processo porta la temperatura corporea ad innalzarsi, come avverrebbe per la febbre. E, proprio come in questi casi, il nostro corpo è chiamato ad intervenire in maniera più che razionale per mantenere la temperatura corporea costante ed evitare che superi i canonici 37 gradi, un livello sopra il quale il nostro organismo non potrebbe che risentirne. E’ qui che entrano in gioco le ghiandole sudoripare, eccrine ed apocrine, che entrando spontaneamente in azione emettono sudore, il quale bagna il nostro corpo ed evapora, permettendo dunque una dispersione ottimale della temperatura corporea.

É in questo contesto che la pelle si trova a svolgere un ruolo importantissimo per il nostro organismo: essendo una superficie molto estesa costantemente a contatto con l’ambiente esterno, la pelle rappresenta la location ideale per effettuare questo raffreddamento per evaporazione in virtù delle sue caratteristiche di impermeabilità e di isolante termico che la contraddistinguono.

Ottenere dati precisi su quanto sudore un essere umano mediamente produca è difficile, soprattutto perché alla base della sudorazione non rientra solo l’intensità dell’attività fisica svolta ma anche numerose variabili genetiche o ambientali, legate all’età, al peso o allo stato di salute. Una cosa certa è che spesso ci lamentiamo dell’odore sgradevole e pungente inevitabilmente associato al sudore o alle inestetiche ascelle pezzate, ma sappiamo veramente da cosa è fatto il sudore?

Il sudore è composto quasi completamente da acqua, anche se al suo interno sono disciolte alcune sostanze che variano a seconda che questo sia prodotto dalle ghiandole sudoripare eccrine o apocrine. Essendo costituito principalmente da acqua (almeno fino al 95%) la vera notizia è che il sudore di per sé non ha odore.

La cosiddetta puzza di sudore che nessuno vorrebbe mai sentirsi addosso è il risultato della proliferazione della flora batterica presente sulla pelle del nostro corpo, che, come è noto, trova in ambienti umidi e caldi come le ascelle un’ottima sistemazione per la riproduzione delle proprie colonie, e ancora di più se indossiamo tessuti costituiti da fibre non traspiranti, come i vestiti in fibre sintetiche.

Se infatti da una parte i vestiti realizzati in questi materiali risultano particolarmente adatti in ambito sportivo in virtù della loro grande elasticità e della libertà di movimento che riescono a garantire, le fibre sintetiche rappresentano un nemico per chi soffre di iperidrosi, cioè la sudorazione a livelli patologici, o di sudore acido, poiché limitando la traspirabilità della pelle assorbono maggiormente le sostanze chimiche prodotte dai batteri presenti sulla nostra pelle.

É dunque importante sensibilizzarsi in questo senso e muoversi verso indumenti appositamente progettati per favorire la traspirazione e rispondere a standard di qualità elevati per la salute della nostra pelle. 

Tra le aziende del Made in Italy che si contraddistinguono per il loro operato virtuoso in questo ambito rientra Olimpia 1960, da oltre 50 anni specializzata nella produzione di abbigliamento intimo per uomo realizzato con filati pregiati e continuamente oggetto di studi mirati ad avvicinare il prodotto alle tante esigenze della sua clientela esclusivamente maschile. Nata nel 1960 come laboratorio artigianale di produzione di abbigliamento intimo per uomo, Olimpia 1960 ha continuamente affinato la propria ricerca tecnologica e lo studio dei materiali utilizzati fino ad arrivare ad uno dei suoi prodotti di punta, la linea O.Block. I capi della collezione sono realizzati in morbido cotone elasticizzato trattato con il metodo Wavetex, risultato di una moderna ed innovativa tecnologia che permette di bloccare in modo del tutto naturale l’insorgenza dei cattivi odori modificando il comportamento dei batteri sulla pelle.

Testato clinicamente, il tessuto è infatti sottoposto a particolari trattamenti che inibiscono la proliferazione della flora batterica rendendo i modelli di questa linea preziosi per il guardaroba di ogni uomo non soltanto per la loro speciale tecnologia anti-odore, ma anche per il minor impatto ambientale ed economico che hanno per chi li possiede: agendo come una barriera, l’intimo O.Block preserva camicie, giacche o altri indumenti delicati dall’assorbimento del cattivo odore, permettendo dunque lavaggi a temperature più contenute ed una grande resistenza nel tempo.



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Olimpia 1960

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