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Afta: la terribile dolorosa "bollicina". Come possiamo alleviare questo fastidio?

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Pubblicato il: 25-02-2002

Nel gergo comune è chiamata “fiacchetta” oppure “afta”, mentre nel linguaggio medico ulcera aftosa o stomatite aftosa. Qualche consiglio per soffrire meno e guarire prima.

Sanihelp.it - Le ulcere aftose si manifestano in genere all’interno delle bocca come piccole lesioni circolari, singole o in grappoli, di colorito biancastro e circondate da un alone rosso. La parte bianca centrale è costituita da cellule morte e da detriti. In genere guariscono spontaneamente senza lasciare cicatrici.

Quando il loro diametro arriva a superare il centimetro, si parla più correttamente di “periadenite mucosa necrotica ricorrente”. Questo tipo di afta è più fastidiosa, può persistere per settimane e guarisce lasciando una piccola cicatrice.

Come mai queste bollicine sono così fastidiose? Chi almeno una volta ne ha sofferto conosce bene il vero motivo: il dolore che provocano. Una lesione che di rado supera il centimetro provoca un dolore spropositato rispetto alla grandezza. Il fastidio è tale che toglie la voglia di mangiare o di parlare.

Quali persone sono più a rischio di contrarre una stomatite aftosa? Non sono state ancora scoperte delle cause specifiche, ma spesso le afte compaiono in particolari situazioni di stress mentale e fisico. Persone con malattie più o meno gravi che comportano un impegno del sistema immunitario quali una banale influenza oppure il morbo di Crohn, la celiachia o l’AIDS sono più soggetti alla malattia aftosa. Carenze di vitamine tipo l’acido folico e la vitamina B12, che portano all’anemia perniciosa, sembrano coinvolte nell’insorgenza delle aftosi; oppure la mancanza di sostanze come il ferro sembrerebbe implicata nella patogenesi.

La guarigione è in genere spontanea e la terapia causale non è conosciuta non essendo note le cause specifiche di comparsa.

Come possiamo allora aiutare la cicatrizzazione ed alleviare il dolore provocato dalle lesioni?

L’applicazione sulle ulcerette di una bustina bagnata di tè nero (grazie all’azione dell’acido tannico) può servire a rendere più rapida la guarigione. Un’altra manovra consiste nell’applicazione di spray a base di cortisone o soluzioni a base di sucralfato, mentre per ridurre il dolore risultano utili applicazioni di lidocaina, un anestetico per uso locale, in soluzione o pomate.

In commercio potete trovare anche paste protettive o piccoli cerotti a base di carbossimetilcellulosa che oltre a stimolare la guarigione e limitare il fastidio, creano una pellicola che impedisce l’irritazione delle ulcere da parte della saliva, dei denti, di protesi dentarie e da bevande o liquidi nel passaggio buccale. Se compaiono grosse eruzioni aftose è possibile che siano accompagnate da febbre, malessere e ingrossamento dei linfonodi. In questi casi è consigliabile associare una terapia antibiotica per via generale e per sospensioni di tetraciclina (non consigliata sotto gli 8 anni d’età per problemi allo smalto dentario) che vanno tenute in bocca per qualche minuto, senza bisogno di essere ingerite.


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Redazione Sanihelp.it

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