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Morti improvvise: rischio legato alla frequenza cardiaca

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Pubblicato il: 16-05-2005
Sanihelp.it - SANITA': FREQUENZA CARDIACA SPIA RISCHIO MORTI IMPROVVISE La capacità della frequenza cardiaca di adattarsi a uno sforzo o di tornare a riposo è proporzionale al rischio dell'individuo di subire un arresto cardiaco improvviso: questi i risultati di uno studio condotto da medici francesi dell'unità Inserm 258, presso l'ospedale Georges Pompidou di Parigi.

Lo studio, guidato dal professor Xavier Jouven, testimonia un lavoro durato 23 anni ed effettuato su 5.000 uomini in apparente buona salute, fra i 42 e i 53 anni.

Fra il 1967 e il 1972, questi individui subirono prove sotto sforzo identiche (due minuti di cyclette alla velocità di 82 watts, sei minuti a 164, due minuti finali a 191). Dopo i 10 minuti totali, i selezionati sono stati seguiti fino all'età del pensionamento, 23 anni in tutto.
Su 1.516 decessi registrati, 400 erano di origine cardiaca e 81 di questi per arresto del cuore, una mort subite come si dice in francese.

La conclusione degli studiosi, registrate ed analizzate le osservazioni, è che il rischio di morte improvvisa è quattro volte superiore alla media nelle persone con frequenza cardiaca a riposo superiore alle 72 pulsazioni al minuto.

Ed è addirittura moltiplicato per sei in coloro che non riescono ad aumentare il ritmo cardiaco di oltre 89 battiti al minuto sotto sforzo.
Meno grave, soltanto il doppio, il rischio di arresto cardiaco per chi ha una diminuzione del battito troppo lenta (meno di 25 battiti al minuto) passando dallo sforzo al riposo.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ANSA Salute

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