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Cosmetici, dieta e trattamenti estetici

Remise en forme: lotta alle zone critiche

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Pubblicato il: 27-02-2018

Riduzione di grassi e carboidrati, cosmetici ad hoc e trattamenti anticellulite di ultima generazione per arrivare alla primavera in perfetta forma.

Remise en forme: lotta alle zone critiche © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Sedentarietà, cene fuori, stravizi alimentari portano con sé un’alimentazione ricca di grassi e zuccheri, che si ripercuotono sulla silhouette con rotolini di grasso nelle aree critiche, gonfiori e cellulite.

Occorre correre ai ripari per recuperare la forma fisica, abbassando la quantità di calorie da grassi e proteine animali e iniziando una dieta a base di cereali integrali, legumi e verdura, aumentando l’introduzione di verdure e fibre che andranno a nutrire il microbioma intestinale e inserendo alimenti amici della pelle come le vitamine e gli acidi grassi Omega 3, 6 e 9 presenti negli oli vegetali e nel pesce.

La cosmesi schiera formule lipolitiche e rassodanti sotto forma di morbide emulsioni, patch a rilascio prolungato, roll e stick per un'azione localizzata sulle aree critiche, come pancia, fianchi, glutei e gambe, dove si accumulano i cuscinetti adiposi. 

Per la lotta alla cellulite, infine, arrivano buone notizie dal Congresso mondiale di estetica medica IMCAS di Parigi. Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano, ha presentato uno studio su un trattamento combinato di onde d’urto. «Sono tra i migliori trattamenti per contrastare di cellulite, adiposità localizzata e rilassamento cutaneo. Non sono invasive, sono indolori e non hanno effetti collaterali. Agendo direttamente sul metabolismo cellulare, hanno un effetto rigenerativo importante, che si tratti di cellulite, accumuli di grasso, pelle atona».

I risultati dello studio sono stati la riduzione delle circonferenze di un paio di centimetri, un attenuamento della buccia d’arancia e un miglioramento dell’aspetto del tono cutaneo. Il trattamento ha evidenziato due caratteristiche importanti: dopo 2-3 sedute, una maggiore elasticità del tessuto cutaneo; 6 mesi dopo il trattamento i risultati si sono mantenuti. 

L’approccio di Gilardino è stato combinato, ovvero ha unito l’utilizzo delle onde radiali a quello delle onde planari. «Le prime intervengono più in superficie, con le seconde è possibile arrivare nel sottocute. A seconda delle problematiche da affrontare, ho formalizzato 6 protocolli che differiscono per l’uso dei manipoli e la preferenza di un tipo di onda all’altra».

Ogni seduta è stata aperta e chiusa con un piccolo trattamento con onde vibratorie; queste non sono onde d’urto, ma permettono di preparare i tessuti, drenare la pelle ed eliminare le scorie alla fine. Con cicli da 6 a 10 sedute a cadenza settimanale è possibile vedere i miglioramenti già nel corso del trattamento. Il risultato completo si ha a distanza di tre mesi dall’ultima seduta.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso mondiale di estetica medica IMCAS di Parigi

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