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Skinbooster, il metodo che ringiovanisce davvero la pelle

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Pubblicato il: 26-02-2018

Skinbooster, il metodo che ringiovanisce davvero la pelle © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - L’acido ialuronico non smette di stupire: da sostanza con il potere di ringiovanire la pelle a molecola in grado di migliorare, in modo progressivo e duraturo, la qualità della pelle. Tra le diverse formulazioni, gli skinbooster hanno rappresentato una rivoluzione tra i trattamenti estetici e sono stati protagonisti di un recente documento di consenso pubblicato da un gruppo di esperti italiani sul Journal of Drugs in Dermatology.

«Gli skinbooster - spiega Magda Belmontesi, dermatologa di Milano - sono gel iniettabili a base di acido ialuronico stabilizzato di origine non animale. Uno degli utilizzi classici è la prevenzione e la cura dei segni dell’invecchiamento cutaneo, sia esso fisiologico o fotoindotto, quali perdita di elasticità della pelle, presenza di microrugosità e grinzosità cutanee.

Questi dispositivi medici ringiovaniscono la pelle di viso, collo, decolleté e dorso delle mani, agendo diversamente rispetto ai filler, in quanto il loro effetto non deriva dalla creazione di volume o dal riempimento delle rughe, ma dall’induzione di un vero e proprio processo di ripristino della matrice dermica che migliora la qualità della pelle già dopo la prima seduta e in modo progressivo, con risultati visibili fino a un anno.

Esistono due formulazioni di skinbooster, con due diverse concentrazioni di acido ialuronico, 20 mg/ml e 12 mg/ml, che permettono di trattare i diversi tipi di pelle: da quelle più segnate dal tempo a quelle più giovani e in base alle aree da trattare. La procedura consiste nell’iniezione di microgocce di gel a livello del derma profondo o medio e inizialmente si svolge in di 2 o 3 sessioni effettuate a distanza di un mese circa l’una dall’altra, seguita poi da un trattamento di mantenimento costituito da un’unica sessione ogni 6-12 mesi».

Come riportato dagli autori della consensus, i trattamenti risultano minimamente invasivi, sicuri e efficaci nel miglioramento della texture cutanea e nel mantenimento della qualità della pelle. «Secondo recenti studi istologici - prosegue Carlo Di Gregorio, chirurgo plastico di Palermo - l’acido ialuronico stabilizzato, iniettato a livello del derma profondo e del tessuto adiposo dermico, avrebbe la capacità di stimolare la riattivazione dei fibroblasti, promuovendo la formazione di nuovo tessuto collagene. La loro azione sulla struttura della pelle li rende promettenti nel trattamento di diverse condizioni cliniche, come la correzione di alcune tipologie di esiti cicatriziali».



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