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La tecnologia aiuta la medicina: realtà virtuale in chirurgia

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Pubblicato il: 25-02-2002

Una terapia guidata dalle immagini: una nuova tecnologia offre un aiuto prezioso al chirurgo. Con le immagini tridimensionali è ora possibile pianificare un intervento chirurgico, dal più semplice al più complesso.

Sanihelp.it - Una terapia guidata dalle immagini: questo lo slogan con cui è stata presentata una nuova tecnologia che offre un aiuto prezioso al chirurgo.Recentemente si è ricorso alla metodica per separare due gemelli con un intervento chirurgico durato 97 ore.

La nuovissima tecnologia è basata sulla “realtà virtuale” e consente di pianificare interventi chirurgici complessi e delicati diventando uno strumento prezioso per il chirurgo che spesso può trovarsi di fronte ad imprevisti che ora è forse possibile calcolare.

Questa particolare tecnologia, chiamata Dextroscope, permette l’integrazione e l’ elaborazione delle immagini in due dimensioni provenienti dalle Tac, ecografie e risonanze magnetiche, con la trasformazione in immagini tridimensionali. Il chirurgo può ora lavorare su un’immagine tridimensionale che riproduce il campo operatorio, grazie a speciali occhiali e ad uno strumento simile ad un joystick. Può selezionare gli strumenti necessari ed eseguire i movimenti tipici di un intervento chirurgico ma “virtuale”.

Con questa metodica è possibile, prima di operare il paziente, esplorare, pianificare, simulare e provare infinite volte gli interventi più complessi per i casi più rari. Con il Dextroscope, introdotta in Italia dal Gruppo Bracco, sarà possibile “vedere” la patologia presente, ad esempio un tumore, in modo virtuale in tre dimensioni oltre alla possibilità di interagire con i dati specifici del paziente.

Questo sistema si è reso famosissimo in tutto il mondo perché è stato utilizzato, con successo, in un delicatissimo intervento di separazione di due gemelli siamesi attaccati per la testa effettuato presso il General Hospital di Singapore.

Questo intervento, sicuramente tra i più complessi mai effettuati, è durato in tutto ben 97 ore e ha permesso di separare i due gemelli che avevano la cavità cerebrale in comune. Questa tecnica innovativa ha consentito uno “studio a tavolino” dettagliato e la pianificazione minuziosa dell’intervento che per complessità e durata era da ritenersi quasi impossibile.

Ecco quindi che la tecnologia viene ancora in aiuto alla medicina allargando i limiti e i campi della branca chirurgica.


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Redazione Sanihelp.it

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