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Oncologia

Daria Bignardi: «La chemioterapia fa schifo, ma serve»

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Pubblicato il: 27-02-2018

La conduttrice ha rivelato di aver affrontato un tumore al seno e anche il perché non ha voluto parlare prima della malattia.

Daria Bignardi: «La chemioterapia fa schifo, ma serve» © Rete

Sanihelp.itStoria della mia ansia è l’ultima fatica letteraria di Daria Bignardi. Un romanzoa da poco in libreria in cui la protagonista combatte con l’ansia, con l’incomprensione del marito e con un tumore. «Bisognava che a questa donna innamorata e divorata da un’ansia atavica succedesse qualcosa di molto forte» spiega l’autrice in una intervista a Vanity Fair. Perché proprio un tumore? «All’inizio pensavo a un incidente, poi mentre scrivevo mi sono ammalata». E così, con poche parole, la Bignardi rivela per la prima volta di aver affrontato, in silenzio, un tumore.

Un silenzio che la scrittrice ha così spiegato: «Chi è ammalato considera la propria malattia il centro del mondo, ma anche se ho rispetto per chi sta soffrendo in questo momento, parlare pubblicamente della malattia in generale, o peggio ancora della mia, non mi interessa. Per tanti motivi: un po’ per pudore, un po’ per paura della curiosità o della preoccupazione degli altri, un po’ perché quando guarisci volti pagina e non hai più voglia di parlarne ancora. Ho superato una malattia seria, ma al tempo stesso molto comune. Si ammalano milioni di donne, a cui va tutto il mio affetto».

Ha scoperto il cancro con una mammografia di controllo, appena terminata l’ultima stagione delle Invasioni barbariche. Sei mesi dopo le è arrivata la richiesta di dirigere Rai Tre. Era il periodo in cui è apparsa con un look diverso, quei capelli corti e grigi che avevano suscitato tante critiche da una parte e tentativi di interpretazione dall’altra e che celavano, in realtà, i postumi delle cure.

Della sua esperienza dice: «La chemioterapia fa schifo, ma serve. Curarsi o operarsi non è divertente. Non ho rimosso niente, ma ho elaborato tutto anche scrivendo questo libro. Non è un libro sulla malattia e non è un libro sul tumore, è una storia d’amore, e sul rapporto tra l’amore e l’ansia. Il cancro è soltanto un evento che lo attraversa». E non le interessa parlarne ancora: «Ne ho scritto. Lei domanda e io rispondo, ma è la prima volta e anche l’ultima spero» ha ribadito proprio durante l’intervista.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Vanity Fair

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