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La sedentarietà uccide, lo sport è come un farmaco

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Pubblicato il: 20-03-2018
La sedentarietà uccide, lo sport è come un farmaco © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - Secondo i dati dell’Oms l’inattività fisica è il quarto fattore di rischio di mortalità globale (responsabile del 5-6% di tutti decessi, pari a oltre 3 milioni di persone per anno). Come causa di morte a livello mondiale, è preceduta solo dall’ipertensione arteriosa, dal fumo e dall’iperglicemia, seguita dal sovrappeso e dall’ipercolesterolemia.

L’inattività fisica è nel mondo causa di circa il 21-25% dei tumori di mammella e colon, del 27% dei casi di diabete e di circa il 30% dei casi di cardiopatia ischemica. Nonostante questo, secondo i dati del Progetto Passi dell’Istituto Superiore di Sanità continuano a essere fisicamente non attive circa 4 persone su 10

Secondo quanto indicato dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia la sedentarietà è causa del 9% delle malattie cardio-vascolari, dell’11% dei casi di diabete di tipo 2, del 16% dei casi di cancro al seno, del 16% dei casi di cancro al colon e del 15% dei casi di morte prematura. In media chi è attivo e normopeso vive circa 7 anni più a lungo rispetto ai sedentari obesi. L’importanza dell’attività fisica è anche dimostrata dal fatto che chi è sedentario, anche se normopeso, abbrevia la sua vita di circa 3 anni rispetto a chi è attivo ma obeso.

L’OMS ha definito i livelli di attività fisica raccomandati per tre gruppi di età. Per bambini e ragazzi (5-17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza, che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive. Per gli adulti (18-64 anni): almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 minuti di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) alla settimana.

Per gli anziani (≥65 anni): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute. Chi è impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni, deve fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.

L’attività fisica è protettiva e aiuta a farci vivere di più, riducendo inoltre lo stress e aumentando il benessere individuale: è un farmaco naturale. Si può essere fisicamente attivi svolgendo sport, seguendo un’attività programmata, il cui obiettivo è quello di migliorare o mantenere uno stato di efficienza fisica-fitness, oppure cambiando il modo di comportarsi durante la vita di tutti i giorni, grazie all’attività lavorativa, al trasporto attivo (camminare, andare in bicicletta, salire le scale senza più usare l’ascensore), all'attività del tempo libero, attraverso il gioco e il ballo.



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Dottor Roberto Pedretti, presidente del Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva

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