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Le famiglie che ospitano i pet pagano il 22% di Iva

Al via petizione della Lav: Gli animali non sono un lusso

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Pubblicato il: 15-03-2018

La lav scende in piazza per agevolare le famiglie che curano e hanno con sé un animale in casa. Un appello alla politica per ridurre i costi sostenuti dalle famiglie e agevolare le adozioni


Al via petizione della Lav: Gli animali non sono un lusso © Thinkstockphotos

Sanihelp.itLa Lav (Lega anti vivisezione) a partire dal weekend del 10 e 11 marzo è scesa in piazza per lanciare una petizione che si ripeterà nei fine settimana successivi per sensibilizzare sul problema che «vivere con un animale domestico non deve più essere considerato un lusso». La petizione si chiama #IPIUTASSATI e ha lo scopo di chiedere la riduzione dell’Iva sul pet food e sulle spese veterinarie. Proprio perché non debba più essere considerato un lusso avere un cane o un gatto in casa.

Le famiglie che ospitano gli amici a quattro zampe sono infatti costrette a pagare il 22 per cento di Iva sulle scatolette, sulle crocchette e anche per le cure dei propri pet. In più la detrazione fiscale delle spese veterinarie è molto bassa. E non solo: risulta elevato pure il costo dei farmaci per i pet: in media cinque volte maggiore al farmaco per gli umani che per altro hanno lo stesso principio attivo.

Per sostenere l’iniziativa si potrà scegliere il tradizionale uovo di Pasqua Lav. Con il ricavato della vendita si finanzieranno progetti a favore dei randagi del sud.

Intanto sono sempre meno gli italiani che possono assicurarsi la compagnia piacevole di un animale domestico. Attualmente il sistema fiscale colpisce almeno 7 milioni di cani e 7, 5 milioni di gatti che vivono in famiglia, a questi, poi, si uniscono gli animali dei canili, rifugi o i randagi. È infatti diminuita la percentuale delle adozioni del 2018 rispetto a quelle dell’anno 2016. In particolare, secondo un’indagine Eurispes 2018, il 32,4 per cento degli italiani vive con almeno un pet, ma la percentuale è in diminuzione di oltre il 10 per cento rispetto al 2016.

Per questo motivo ecco che arriva la petizione: un chiaro appello alla politica affinché si ottenga la cancellazione dell’aliquota Iva su prestazioni veterinarie per gli animali adottati e la riduzione di quella su prestazioni veterinarie e cibo per animali accuditi in famiglia, quindi non tenuti a scopo di lucro. E ancora: l’abbattimento dei costi sproporzionati dei farmaci veterinari ed il riconoscimento del farmaco generico anche in veterinaria. E non solo: l’aumento della quota di detrazione fiscale delle spese veterinarie e dei farmaci veterinari.

Si tratta, secondo la Lav, di misure urgenti per favorire le famiglie che intendono adottare un pet perché prendersi cura degli animali ha un valore sociale ed etico.



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