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Sesso: gli italiani over 40 lo praticano più dei coetanei stranieri ma le italiane sono poco soddisfatte.

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Pubblicato il: 25-02-2002

Sono stati presentati a Londra i risultati di una indagine mondiale. Più del 70% degli italiani ha rapporti sessuali da 1 a 6 volte alla settimana classificandosi come il paese con la percentuale più elevata del mondo, però solo il 32% delle donne è appagata dalla propria vita sessuale.

Sanihelp.it - Londra – il nostro inviato
Sono stati presentati a Londra i risultati di una indagine condotta a livello mondiale (Pfizer Global Study of Sexual Attitudes and Behaviors) su un campione di 26.000 persone di 29 paesi tra cui l’Italia.

Il primo dato interessante di questo studio rivela che oltre l’80% degli uomini ed il 60% delle donne di età compresa tra 40 ed 80 anni afferma che il sesso costituisce una parte essenziale della propria vita.
Ancora più interessante il fatto che più del 70% degli italiani ha affermato di avere rapporti sessuali da 1 a 6 volte alla settimana, confermandosi il paese con la percentuale più elevata del mondo che in media è del 57% degli uomini e del 51% delle donne. Fanalino di coda sono i giapponesi con il 21%.

“In Europa – afferma il professor Alfredo Nicolosi, Epidemiologo del CNR di Milano e membro del Board Scientifico che ha coordinato la ricerca – gli italiani si trovano ai primi posti per frequenza di rapporti sessuali negli ultimi 12 mesi; se poi si considera che il 65% degli uomini ultrasettantenni dichiara di aver avuto almeno un rapporto, la riflessione che viene spontanea è che la terza età ha e desidera avere una vita sessuale attiva”.

Le cose iniziano ad andare un po’ peggio, per gli italiani, quando si passa alla soddisfazione per la propria sessualità. Infatti solo il 44% degli uomini ed il 32% delle donne dichiara di essere appagato dalla propria vita sessuale. Non è un caso infatti che il 30% circa degli italiani che hanno partecipato a questo studio abbiano manifestato sintomi che riconducono a disturbi della sfera sessuale.

“Questi ultimi dati – continua il professor Nicolosi - rivelano quanto ancora c’è da fare per aiutare coloro che hanno disturbi sessuali, rendendosi prima di tutto promotori della necessità di un maggior dialogo e confronto tra medici e pazienti anche su tali patologie”.
Non resta quindi che convincere tutti coloro che soffrono di questi disturbi o che in qualche modo credono di poter avere problemi legati alla propria sfera sessuale ed invitarli a dialogare ed interrogare il proprio medico, cosa che fa solo il 4% degli italiani.


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Redazione Sanihelp.it

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