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Un robot in corsia: così il medico non ci lascia mai

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Pubblicato il: 19-05-2005
Sanihelp.it - La Sorella Mary che lavora all'istituto Saint Mary di Londra non è un’infermiera né un medico, ma un sofisticato RP6 Robot, acronimo di Remote Presence Robot, che prende vita grazie agli ordini di un joystick comandato a distanza dai medici.

Grazie a un sistema di controllo wireless, Sister Mary può muoversi agilmente tra i reparti dell'ospedale, tenendo sotto controllo continuo i pazienti con uno schermo e una telecamera.

I dottori, insomma, potranno avere il dono dell'ubiquità e seguire i propri pazienti anche trovandosi dall’altra parte del mondo, con gran vantaggio per il rapporto di fiducia tra paziente e medico curante.

Per il momento Sister Mary non è in grado di intervenire direttamente sui pazienti, limitandosi a essere un efficace strumento di comunicazione. Ma i medici ne sono felici: «delegare tutte le attività di un medico in carne e ossa è impossibile nonché disumanizzante», dice il dottor Parv Sains dell’ospedale Sanit Mary. «I nostri robot non potranno mai sostituire le persone: è semplicemente un metodo per migliorare la qualità del nostro servizio».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
St Mary's NHS Trust and Imperial College, London

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