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I risultati degli studi lo confermano

Dermatite atopica: le cure termali ideali per i bambini

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Pubblicato il: 03-04-2018

Bagni e fanghi aiutano a ridurre i sintomi della dermatite atopica nei bambini e sono efficaci anche in caso di acne, che colpisce molti adolescenti.


Dermatite atopica: le cure termali ideali per i bambini © iStock

Sanihelp.it - La pelle dei bambini è delicata e più soggetta a problematiche: dermatite atopica, psoriasi, acne e vitiligine. La prima è la più diffusa: colpisce il 15-20% dei bambini. Si tratta di una malattia che ha come sintomo principale il prurito, dovuta ad alterazioni della barriera epidermica e un’alterata risposta infiammatoria.

Queste alterazioni hanno entrambe un’importante impronta genetica. Poi ci sono fattori di rischio ambientali noti, tra cui l’uso di un’acqua dura (calcarea), che disidrata la pelle e richiede una quantità maggiore di detergente, peggiorando il problema, vivere in ambienti troppo secchi o troppo umidi, essere esposti all’inquinamento (incluse le particelle di carburante diesel).

«La dermatite atopica, nei bambini, interferisce con lo studio, la concentrazione, il sonno, oltre ad avere ripercussioni sull’aspetto psicologico - sottolinea Giampiero Girolomoni, direttore Clinica dermatologica Università di Verona - Curarla vuol dire inoltre ridurre le probabilità che si sviluppino allergie, asma e rino-congiuntivite. È risaputo che la dermatite atopica rappresenta la prima tappa della marcia atopica, cioè quella consecuzione di malattie di cui la dermatite è la prima a manifestarsi». 

Questo vuol dire che i bambini malati, se curati adeguatamente, hanno minore probabilità di sviluppare le altre patologie. La conferma è arrivata da uno studio pubblicato di recente: su 2311 bambini una fetta significativa a 3 anni sviluppa l’asma. Tutto ciò a conferma di un mito da sfatare: la dermatite atopica non è una malattia allergica, ma predispone all’allergia.

La terapia termale rappresenta per milioni di bambini una cura naturale e senza controindicazioni. «L’acqua sulfurea, insieme al fango, è la più indicata grazie alle azioni specifiche che ha sulla pelle, in primis l’attività antinfiammatoria. La presenza di idrogeno solforoso contribuisce ad aumentare l’azione antinfiammatoria e antiossidante - sottolinea Carlo Sturani, direttore scientifico sanitario di Terme di Sirmione - La dimostrazione che l’idrogeno solforoso è in grado di aumentare la produzione endogena di interleukina 10 (uno dei più potenti antinfiammatori naturali) spiega l’efficacia dell’azione antinfiammatoria delle acque sulfuree in molte patologie cronico degenerative che interessano le mucose e la pelle».

Ulteriori studi hanno dimostrato come l’idrogeno solforoso impiegato alle stesse concentrazioni presenti nell’acqua termale di Sirmione sia in grado di ridurre sia la crescita che il potenziale infiammatorio delle cellule cutanee in vitro. Lo zolfo, inoltre, svolge un’azione antiseborroica, esfoliante, antimicotica e antibatterica naturale che rende l’acqua termale indicata anche nelle pelli grasse e soggette ad acne.

L’azione viene svolta con la balneoterapia, le vaporizzazioni e la fangoterapia, in particolare per l’acne. A queste può essere associata la fototerapia. Sotto la guida di un’equipe dermatologica, i protocolli di terapia termale, da evitare durante la fase acuta della malattia, suggeriscono due cicli all’anno da 12 giorni ciascuno. I benefici sono evidenti soprattutto sulla sintomatologia: riduzione delle chiazze eritemato-desquamative e di azione eutrofizzante e normalizzatrice degli strati cutanei.



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Terme di Sirmione

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