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Donne

Pillole ormonali combinate non favorirebbero tumori al seno

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Pubblicato il: 10-04-2018

Ad assolverle un nuovo studio condotto da ricercatori italiani su oltre 2500 donne con familiarità per tumore al seno.


Pillole ormonali combinate non favorirebbero tumori al seno © Thinkstockphotos

Sanihelp.it - I contraccettivi ormonali combinati, cioè quelli che contengono sia un estrogeno sia un progestinico, sono i metodi di contraccezione più utilizzati nel mondo, con una percentuale media di utilizzo del 18% nelle donne sposate tra i 15 e i 49 anni. Il loro impatto durante la vita riproduttiva femminile, con il conseguente rischio di tumori è sempre stato oggetto di studi. E se da una parte hanno dimostrato di proteggere da forme tumorali come quelle all’ovaio, d’altra parte sono generalmente sconsigliati alle donne con fattori di rischio per il tumore al seno (come una storia familiare di cancro).

Un recente studio, condotto da un team di ricercatori italiani dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sembra però confermare che l’uso di queste pillole combinate non aumenta il rischio di tumore al seno, anche in caso di gruppi ad alto rischio e a rischio intermedio.

La ricerca ha riguardato un campione di 2527 donne a rischio familiare di tumore al seno, anche portatrici della mutazione BRCA (come l'attrice Angelina Jolie): il 4,5% delle donne era portatore della mutazione, il 72,2% ad alto rischio e il 23,3% a rischio intermedio di sviluppo di tumore al seno. Il 10,1% di queste pazienti aveva già presentato un tumore al seno prima dei 50 anni.

Ginecologi ed oncologi del Centro per lo studio dei tumori eredo-familiari dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena hanno eseguito una revisione delle cartelle cliniche di queste donne. Dall’incrocio di tutte le informazioni e di tutti i dati raccolti, valutando anche gli anni con esposizione diretta ai contraccettivi ormonali combinati, l’uso degli stessi non è stato associato ad un aumento del rischio di tumore al seno, anche in presenza di predisposizione genetica o familiare, e indipendentemente dalla durata d’uso e dalle dosi di estrogeni utilizzati. Anzi, alcuni contraccettivi comunemente usati erano associati a una tendenza, a volte significativa, verso un rischio diminuito di tumore al seno.



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