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L'embrione è una persona?

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Embrione-individuo-persona, ci sono differenze? O sono la stessa cosa? Cerchiamo di capire meglio questi concetti attraverso le principali posizioni a riguardo.

Sanihelp.it - Decidere quando un embrione è da considerarsi persona è una questione che a livello scientifico non ha molta importanza. La biologia ci viene incontro spiegandoci le fasi di sviluppo dell’origine della vita ma non può dire univocamente quando una cellula o un insieme di cellule è da considerare persona. La questione resta comunque molto delicata perché si tratta di stabilire la liceità di alcune tecniche scientifiche che riguardano gli embrioni e più in generale il meccanismo della vita.

Per prendere una decisione, o almeno per farsi un’idea, non basta conoscere il processo di fecondazione. In questo ambito la questione si sposta più su un livello filosofico ed etico, non per niente da alcuni decenni si è iniziato a parlare di bioetica.

I ragionamenti sono molti, ci sono interi trattati a riguardo, cercherò ora di esporre i pensieri più diffusi mentre per approfondire ti rimando al forum di sanihelp.it dove si sta parlando da alcuni giorni di fecondazione ed embrioni.

La domanda da porsi è: che cosa è la persona e quando la vita umana diventa persona?

La nozione di persona non è mai stata univoca. Nel corso degli anni e delle correnti filosofico-religiose si sono alternati diversi concetti di persona e di quando la vita umana è considerabile persona.

Concetti anche molto forti se pensiamo alle tesi separazioniste di Peter Singer e Hugo Tristam Engelbart che nei loro trattati di bioetica identificano la persona solo dopo che dall’individuo emergono qualità come l’autocoscienza, la razionalità o l’autonomia. Pertanto secondo questa idea i feti, gli infanti e i ritardati mentali non sarebbero da considerarsi persone.

Ci sono altre teorie che individuano l’origine della persona nel momento in cui l’embrione completa il suo impianto nell’utero (circa al 14° giorno) altri nello sviluppo della corteccia celebrale (ottava settimana) altri ancora nelle fasi susseguenti alla nascita.

Attualmente la coscienza del 99,99% delle persone rifiuta sperimentazioni su feti e esseri umani menomati, però c’è una grossa divisione sull’utilizzo di embrioni, vediamo quindi le posizioni attuali a riguardo.

Esistono due posizioni fondamentali: quella di matrice cattolica e quella scientifico-laica.

Nel primo caso l’essere umano ha dignità di persona fin dal primo istante della sua esistenza, quindi dal momento della fecondazione. Secondo questa posizione gli embrioni, fin dal primo istante, devono avere personalità giuridica ed è inammissibile che essi vengano utilizzati per la ricerca scientifica.

A livello scientifico-laico la posizione assunta dalla maggioranza degli esperti è la cosiddetta tesi del 14° giorno. Come ha dichiarato l’Organizzazione mondiale della Sanità secondo cui dopo la fecondazione e all’incirca fino al 14° giorno il prodotto del concepimento potrebbe dividersi dando vita a un parto con più nascituri e non si può dire quali cellule formeranno la placenta e quali il nascituro. Dopo questo periodo lo sviluppo è univoco e quindi si può parlare di individuo.
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di Redazione Sanihelp.it 
Fonte: Appunti di Bioetica a cura del Professor Fabio Terragni dell'Università degli studi di Milano
Tags: embrione, procrazione,
Revisione: 29-06-2009

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