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Cellulite e ritenzione: attenzione a sushi, seitan e soia

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Pubblicato il: 21-05-2018

Cellulite e ritenzione: attenzione a sushi, seitan e soia © iStock

Sanihelp.it - Siamo fuori tempo massimo per una dieta dimagrante, non è altrettanto vero quando si tratta di ritenzione idrica, a cui invece è possibile rimediare in tempi più brevi e con risultati evidenti. «La ritenzione idrica è causata da diversi fattori, per cui è necessario agire su più fronti. La premessa quindi è sempre quella di bere almeno due litri di acqua al giorno», spiega la dottoressa Elena Colombo, nutrizionista responsabile del centro di dimagrimento DiètNatural di Milano.

Nella maggior parte dei casi la ritenzione idrica deriva da una scarsa idratazione. «ll corpo agisce in maniera primitiva, attivando un meccanismo di autodifesa: quando c’è scarsità d’acqua, si tende a trattenerla, ed ecco che appare la ritenzione. In questi casi, anche se può sembrare un controsenso, può essere necessario introdurre nella dieta un integratore salino che stimola il drenaggio proprio perché ristabilisce l’equilibrio all’interno del corpo», prosegue la dottoressa.

In primis, se si vuole agire secondo una strategia di attacco, è necessario intervenire sulla dieta: è bene evitare cibi preparati, insaccati, formaggi stagionati, poiché nei processi di lavorazioni vengono trattati con conservanti a base di salamoia, che rilasciano molto sodio nell’alimento, prediligendo quelli freschi e limitando l’apporto di condimenti, del sale in particolare. «Il seitan o gli hamburger di soia non sono affatto salutari - come si tenderebbe a pensare - proprio per questa ragione.

Il sushi, altro alimento da sempre considerato compatibile con un regime dietetico povero di grassi e bilanciato, tende invece a causare ritenzione idrica per due motivi: il riso viene bollito in acqua ma poi condito con aceto di riso zuccherato per favorire l’aggregamento dei chicchi, mentre la salsa di soia contiene glutammato, quindi moltissimo sale. «Sale e zucchero sono entrambi solubili in acqua e dunque la legano e la bloccano nel corpo», aggiunge la dottoressa Colombo.

Opportuno eliminare i cibi contenenti lieviti, per esempio sostituendo il pane con le gallette, mentre la pasta non presenta la stessa controindicazione. «Io suggerisco di sottoporsi a un test per le intolleranze alimentari che può indicare quali sono i cibi che il nostro organismo non assimila e quindi causano ritenzione idrica», aggiunge la dottoressa.

In secondo luogo bisogna agire sul drenaggio dei liquidi, sia da un punto di vista linfatico che circolatorio: «Ci sono tre tipologie di integratori: quelli che agiscono a livello linfatico, quelli che agiscono sul microcircolo e quelli che combinano le due azioni. I primi contengono pilosella, ginepro e asparago (solo per citarne alcuni) e hanno proprietà fortemente depurative. Per stimolare la microcircolazione invece suggeriamo integratori a base di mirtillo, vite rossa, ginkgo biloba e rusco, per un effetto drenante indiretto. Il suggerimento è di variarli ogni 10 giorni poiché il fisico si assuefà e l’efficacia diminuisce.

Agli integratori possono essere affiancate tisane drenanti a base di rosa canina, ibisco e arancia amara, o ancora allo zenzero e limone per un moderato effetto di accelerazione del metabolismo, così come il tè rosso bio, che ha un effetto antiossidante e drenante. Infine, per un’azione realmente combinata ed efficace, si possono utilizzare creme anticellulite e snellenti, i cui principi attivi vanno dalla caffeina, all'ippocastano al fucus, alla carnitina», conclude la dottoressa.



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Elena Colombo, nutrizionista responsabile del centro di dimagrimento DičtNatural di Milano

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