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Sondaggio SICPRE chirurgia estetica

Dai chirurghi plastici italiani le buone

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Pubblicato il: 23-05-2018
Dai chirurghi plastici italiani le buone © iStock

Sanihelp.it - Il chirurgo plastico estetico deve costruire con il paziente un rapporto profondo e corretto, senza instillare in lui il bisogno di modificarsi. Queste esigenze devono essere liberamente espresse da un paziente informato e consapevole, per essere accolte e se necessario ridimensionate dal chirurgo.  

Sono le buone regole che emergono dal sondaggio effettuato dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE presso i propri soci, la maggioranza dei chirurghi plastici del nostro Paese.

«Si parla tanto di chirurgia estetica, di persone che vi fanno o vi hanno fatto ricorso, ma in realtà le idee su cosa sia e a cosa serva la chirurgia estetica sono molto confuse – dice Adriana Cordova, presidente SICPRE -. Per questo abbiamo chiesto ai soci di rispondere al questionario, per definire dalla parte degli specialisti i confini di questa branca della chirurgia plastica, perché si possa con chiarezza distinguere la professionalità medica dalla cialtroneria». 

Che cosa è emerso? Innanzitutto, il giusto atteggiamento nei confronti del potenziale paziente, «il contrario dell’atteggiamento di chi vuole ‘vendere’ o convincere», sintetizza Cordova.

Vietato convincere il paziente

Il 100% dei rispondenti ha indicato no alla domanda: «È giusto instillare il bisogno del paziente». Più variegate le posizioni espresse di fronte a «In quali occasioni il chirurgo estetico deve sconsigliare un intervento»: per il 47%, quando avverte mancanza di consapevolezza nel paziente, per il 42% quando sa che non si potrebbero raggiungere i risultati sperati, per l’11% quando l’intervento richiesto non ha la finalità di un miglioramento fisico e/o psichico. Alla domanda «Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono un chirurgo plastico serio», il 38% ha indicato la capacità di ascoltare il paziente ed, eventualmente, dirgli no; il 32% la dettagliata esposizione dei pro e contro di ogni intervento e infine il 30% il ricordare sempre di essere un medico chirurgo e di essere pertanto tenuto alla massima primum non nocere.

Sul fronte della pubblicità, l’atteggiamento maggiormente condiviso è quello di evitare messaggi troppo commerciali, che esplicitano costi, sconti e offerte speciali. La comunicazione ideale si dovrebbe invece incentrare sulla sicurezza, contribuendo a creare nel paziente la consapevolezza di quanto è importante rivolgersi a uno specialista in chirurgia plastica e a verificare che le strutture proposte per gli interventi siano adeguate. 

La bellezza? È armonia ed equilibrio

Per quanto riguarda la definizione di bellezza, per la stragrande maggioranza dei chirurghi plastici della SICPRE, la bellezza è armonia ed equilibrio (ha risposto così il 76%, mentre il 15% ha indicato integrità anatomica e il 9% valorizzazione dei punti di forza).

E, per almeno il 70% dei rispondenti, non si può parlare di chirurgia estetica quando – come succede con il laser, i filler e il botox – non si utilizza il bisturi.

In tutti i casi, però, sono pratiche da affrontare con la massima serietà, all’insegna della sicurezza. «Nel nostro lavoro le parole d’ordine sono e devono essere forma e funzione – conclude Cordova – due aspetti di cui tener conto contemporaneamente e in modo equilibrato. Vuol dire creare forme coerenti con la funzione a cui dovrebbero assolvere». Insomma, armonia ed equilibrio.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SICPRE

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