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Sclerosi multipla: la malattia delle giovani donne colpisce

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Pubblicato il: 30-05-2018

Sclerosi multipla: la malattia delle giovani donne colpisce © iStock

Sanihelp.it - Oltre 118mila persone in Italia vivono con la sclerosi multipla: 3.400 diagnosi in più dello scorso anno. Lo testimoniano i dati del Barometro 2018, alla sua terza edizione. La sclerosi multipla è una malattia cronica che può portare a disabilità progressiva: è diagnosticata nella maggior parte dei casi tra i 20 e i 40 anni.

Le donne si ammalano due volte più degli uomini: i giovani con sclerosi multipla sono quasi 60mila. Il costo medio annuo per ogni malato ammonta a circa 45.000 euro, per un totale di oltre 5 miliardi di euro l’anno, cui si devono aggiungere costi intangibili stimati oltre il 40% dei costi totali. 

Il Barometro segnala ancora gravi ritardi nel campo della riabilitazione, che viene assicurata in misura non sufficiente alle esigenze delle persone: un malato su 3 indica la necessità di migliorare i servizi riabilitativi e il 48,6% dichiara che il bisogno più sentito è l’assistenza personale. Il caregiver è ancora la figura centrale nella gestione della malattia: nel 43% dei casi è lui a offrire aiuto quotidiano ai familiari per ben 10 ore al giorno; solo il 17,3% si rivolge a un servizio privato per 7 ore al giorno, spendendo in media 614 euro mensili.

Si rileva come siano ancora insufficienti le risorse investite dal Sistema Sanitario nella rete dei centri clinici. Lo prova il fatto che un solo neurologo deve gestire un numero di malati che varia dai 141 agli 837. In media, nei grandi Centri troviamo 1 infermiere ogni 907 malati, nei piccoli 1 ogni 111. A oggi sono 9 le Regioni (Sicilia, Veneto, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Puglia, Lombardia, Calabria, Friuli Venezia Giulia) che hanno adottato un Piano Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) dedicato alla malattia, a cui presto se ne aggiungeranno altre 6 (Piemonte, Sardegna, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania).

Ma è essenziale che le Regioni istituiscano degli Osservatori regionali, ma a oggi l’unica che l’ha fatto è l’Emilia Romagna. Sono 18.000 le persone che beneficiano di assegni ordinari di invalidità, pensione di inabilità, indennità di accompagnamento. Inoltre, a oggi, il 48% dei malati lavora, anche se una persona su due evidenzia che i sintomi e le manifestazioni della malattia le hanno impedito di fare il lavoro che avrebbe voluto svolgere o per cui era qualificata; uno su tre dichiara di aver dovuto lasciare il lavoro a causa della malattia.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Aism Associazione Italiana Sclerosi Multipla

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