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Epatite, gonorrea e Papilloma: quando il sesso fa paura

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Pubblicato il: 31-05-2018

Epatite, gonorrea e Papilloma: quando il sesso fa paura © iStock

Sanihelp.it - Il 2017 è stato caratterizzato da un’ampia epidemia di epatite A che ha colpito gran parte dell’Europa e in Italia ha raggiunto le proporzioni maggiori con un’incidenza pari a 6,9 casi per 100.000 abitanti: nel 2017 sono stati segnalati 3426 casi. Le regioni che hanno segnalato più casi sono state Lombardia (778) e Lazio (562). La maggior parte dei casi ha riguardato maschi adulti tra i 25 e i 54 anni, in particolare esposti a rapporti con persone dello stesso sesso (circa il 62%). Quindi questi dati hanno indotto a considerare l’epatite A come una vera malattia a trasmissione sessuale.

Ma il contagio può avvenire tramite il consumo di molluschi crudi o poco cotti contaminati dal virus e meno frequentemente attraverso il consumo di acqua non controllata o a seguito di viaggio in aree endemiche. Recentemente è stata segnalato anche un cluster epidemico in USA relativa al consumo di melograno.

La vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace, raccomandato in popolazioni target ad alto rischio sulla base di indicazioni comportamentali. Si è parlato anche di questo durante la decima edizione di ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research) organizzata sotto l’egida della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

Tra le altre malattie sessualmente trasmissibili, oltre ad HIV e sifilide, desta un certo allarme la gonorrea, che rappresenta la seconda più comune malattia a trasmissione sessuale batterica in Europa (oltre 75.000 casi confermati nel 2016). L’allarme è dovuto alla diffusione di ceppi di gonococco resistenti agli antibiotici: sulfonamidi, penicilline, tetracicline, macrolidi, fluorochinoloni e, più recentemente, cefalosporine di terza generazione. La diffusione di tale malattia desta notevole preoccupazione per le pochissime alternative terapeutiche, mancanza di un vaccino e scarsa capacità di sorveglianza a livello nazionale e internazionale.

Tra le infezioni a trasmissione sessuale prevenibili con il vaccino, va considerata l’infezione da Papilloma virus (HPV), agente responsabile del cancro della cervice uterina, della vulva, della vagina di tumori dell’ano, del pene e del cavo orale. La campagna di vaccinazione contro l'HPV è indirizzata agli adolescenti di entrambi i sessi, preferibilmente intorno agli 11 e i 12 anni di età. In Italia la media nazionale di adesione alla vaccinazione anti-HPV è pari a circa il 70%. L’efficacia e la sicurezza del vaccino è stata recentemente confermata da una revisione della Cochrane che ha analizzato 26 studi riguardanti un totale dei 73.428 ragazze adolescenti e donne. 



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
X edizione di ICAR a Roma

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