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Il tattoo diventa chic: l'ultima moda è l'inchiostro bianco

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Pubblicato il: 18-06-2018

Il tattoo diventa chic: l'ultima moda è l'inchiostro bianco © iStock

Sanihelp.it - Ormai il tatuaggio non è solo un fenomeno estetico di tendenza, è riuscito a inserirsi a pieno titolo tra le espressioni di eleganza e sex appeal: lungi dal passare di moda, si tratta di una pratica sempre più sdoganata e ormai diffusa non solo tra i giovani e gli adolescenti ma anche tra gli adulti.

Nel variegato mondo del tattoo ha di recente fatto la propria comparsa anche l’inchiostro bianco, che consente di realizzare tatuaggi delicati ed eleganti, ideali per chi non vuole ricoprire il corpo con disegni troppo colorati o troppo scuri e ottenere un effetto sofisticato, glamour e meno appariscente. Per rendere un tatuaggio bianco visibile e compatto, serve il lavoro di tatuatori specializzati, che passino più e più volte l’inchiostro sulla stessa zona, evitando al contempo di danneggiare i tessuti.

Attenzione però, tatuarsi non è esente da rischi. «Con l’esposizione al sole l’inchiostro bianco tende a ingiallire – afferma la professoressa Antonella Tammaro, ricercatrice presso l’Università La Sapienza di Roma - mentre quello nero può dare fenomeni di fotosensibilizzazione, con conseguente effetto rilevato della cute. Per non parlare delle complicanze ancora più serie che possono prodursi a livello cutaneo e non solo. 

Nell’esecuzione dei tatuaggi esistono infatti numerose complicanze, che possono essere di natura non allergica (come la dermatite irritativa da contatto e le reazioni lichenoidi), allergica (come la dermatite allergica da contatto e le reazioni sistemiche) oppure entrambe (come l’orticaria da contatto e le reazioni granulomatose). L’introduzione di pigmenti esogeni, a livello intradermico, inoltre  - continua Tammaro - può causare reazioni cutanee eczematose, reazioni granulomatose, reazioni lichenoidi, lesioni sarcoidee, vasculiti, iperplasie pseudo-epiteliomatose».

Cosa fare per correre ai ripari se il tatuaggio dà problemi? «Rivolgersi tempestivamente a degli specialisti. Per la diagnostica allergologica disponiamo di patch test speciali, per identificare eventuali positività ai vari apteni contenuti nei pigmenti dei tatuaggi – prosegue Tammaro - qualora necessario, si può effettuare una biopsia incisionale nell’area alterata del tatuaggio, con esecuzione dell’esame istologico».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
XXXIX Congresso della Società italiana di medicina estetica 2018

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