Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Gli effetti della flora batterica sul nostro comportamento

Perché la flora batterica influenza il comportamento

di
Pubblicato il: 12-06-2018

Intestino e cervello sono strettamente correlati tra loro, sin dalla nascita. Numerosi studi, infatti, hanno evidenziato gli effetti della flora batterica sul comportamento.


Perché la flora batterica influenza il comportamento © iStock

Sanihelp.it - Le cellule nervose dell’intestino, uno dei primi organi a formarsi, presentano molti aspetti in comune con quelle cerebrali e non a caso. Nella crescita dell’embrione nel grembo materno, infatti, le cellule nervose del cervello e quelle dell’apparato digerente si sviluppano dallo stesso tessuto, che durante la gestazione migra in entrambi gli organi, portando alla formazione dei nervi (nel cervello) e del sistema nervoso enterico (nell’intestino).

Alla nascita, poi, si ricevono due tipi di corredo genetico, l’eredità dei genitori e quello dei batteri intestinali, che hanno ben 8 milioni di geni i quali sono essenziali per la formazione delle proteine responsabili della produzione di fibre nervose, organi, enzimi e altri componenti proteici del nostro corpo. Questi batteri, pur non essendo in contatto diretto con il cervello, trasmettono i propri segnali chimici al sangue attraverso le molecole messaggere e in questo modo inviano informazioni importanti al cervello.

Si tende a pensare, ad esempio, che la serotonina, il cosiddetto ‘ormone del buonumore’, sia prodotto nel cervello, tuttavia la proteina di cui è composto, il triptofano, che è essenziale per la produzione di questo ormone, proviene proprio dall’intestino. Ne consegue che, solo se l’intestino ne produce a sufficienza, il cervello può sfruttarla per autoprodurre serotonina e migliorare così l’umore e la concentrazione.

I batteri, dunque, sono alleati preziosi e vanno nutriti nel modo giusto, ad esempio con i prebiotici, che sono: inulina, pectine, amido resistente e frutto-oligosaccaridi. Quantità notevoli di inulina sono contenute in carciofi, indivia belga, aglio, cipolla, asparagi, erba cipollina, scarola e topinambur. L’amido resistente è contenuto in grandi quantità in fiocchi di avena, fagioli bianchi e rossi, fagiolini, piselli, lenticchie, orzo, patate raffreddate, riso raffreddato, farina integrale d’avena, miglio, radice di manioca, pane bianco. La pectina si trova in tutta la frutta con la buccia e la verdura, infine i frutto-oligosaccaridi sono contenuti in grandi quantità in segale, avena, cipolle, aglio, banane, pomodori, asparagi e birra.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
PsychologyToday.com

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:



Video del Giorno:

Promozioni:

Commenti