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Il rischio cresce se assunti contemporaneamente

Molti farmaci comuni responsabili di ansia e depressione

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Pubblicato il: 20-06-2018

Molti farmaci comuni responsabili di ansia e depressione © iStock

Sanihelp.it - Da un recente studio, effettuato da un team di ricercatori dell'Università dell'Illinois e pubblicato sul Journal of American Medical Association, è emerso che molti farmaci di uso comune sarebbero in grado di incidere in modo negativo sulla nostra salute, in particolar modo generando nei pazienti stati di ansia e depressione. Per di più, secondo i ricercatori americani, la maggior parte degli operatori sanitari non sarebbe neppure a conoscenza dell’effettivo rischio, nonché dei relativi effetti collaterali ai quali espongono il paziente con la somministrazione di tali farmaci.

Gli scienziati hanno messo sotto osservazione moltissime tipologie dei farmaci tra i più diffusi, assunti da un campione di oltre 26 mila pazienti adulti, facendo emergere dati preoccupanti: oltre 200 farmaci comunemente prescritti sarebbero responsabili di alterazioni dell’umore e crisi depressive. La lista dei farmaci è molto lunga, tra quelli maggiormente somministrati troviamo: gli antidolorifici, i farmaci per abbassare la pressione, quelli per la cura delle malattie cardiovascolari e gli antiacidi. Ed effettivamente, nel bugiardino di molti di essi risultano elencati effetti collaterali, derivanti dalla loro assunzione, riconducibili alla depressione e all’ansia. Secondo i ricercatori, inoltre, se questi farmaci vengono associati tra loro il rischio crescerebbe ulteriormente: serie forme di patologie depressive sono state riscontrate in circa il 15% dei pazienti che assumono, contemporaneamente, 2 o 3 farmaci presenti nell’elenco.

L’intento principale di questo studio è quello di mettere in evidenza i problemi, spesso sconosciuti o sottovalutati, dell’assunzione dei farmaci e, in particolar modo, di come la ‘polifarmacia’ - ossia l’assunzione, concomitante, di più medicinali - possa determinare sintomi e sindromi depressive nei pazienti. È bene quindi promuovere una maggiore consapevolezza, anche da parte degli operatori sanitari, del rischio associato a tutte le medicine comunemente prescritte, comprese quelle facilmente disponibili anche senza la presentazione della ricetta medica.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Journal of American Medical Association

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