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Malattie infettive veicolate dal cibo

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Pubblicato il: 26-06-2018

Il tempo delle sospirate vacanze è sempre più vicino: attenzione però alle mete esotiche poiché anche il cibo può essere veicolo di malattie


Malattie infettive veicolate dal cibo © iStock

Sanihelp.it - E finalmente le vacanze sono alle porte. 

I dati statistici ci dicono che il 41,3% degli italiani concentra le proprie vacanze nel periodo estivo e quasi la metà di loro opta per mete lontane.

Quest’anno molti si sono decisi a viaggiare verso la Russia, complici i mondiali di calcio, ma anche mete come Indonesia, Vietnam, Thailandia e i Caraibi sono molto gettonate.

Quando si parte, soprattutto per destinazioni esotiche o comunque verso mete con condizioni igienico sanitarie profondamente diverse dalle nostre, non si può andare impreparati perché ci sono rischi di salute di non poco conto.

Ecco perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato la campagna Health for all, Salute per tutti, per promuovere la copertura sanitaria universale per tutti e dovunque, una missione condivisa anche dalla Rete Internazionale dei 33 Istituti Pasteur sparsi in tutto il mondo.

Chiunque si mette in viaggio ha il dovere di progettare un viaggio sicuro e dev’essere preparato a gestire eventuali malattie che si possono contrarre durante il soggiorno.

Le temperature molto elevate che possono caratterizzare la meta prescelta, l’elevato numero di persone che si spostano da un Paese all’altro durante l’estate e i cambiamenti di abitudini sono tutti fattori che influenzano la diffusione degli agenti patogeni.

In questo senso è importante ricordare, soprattutto per chi, fra gli obiettivi della vacanza pone quello di assaporare la cucina anche dell’angolo più remoto della terra, che vi sono malattie infettive che si possono trasmettere attraverso l’assunzione di acqua o cibo contaminati come l’epatite A, il tifo e il colera.

L’epatite A è una malattia virale diffusa in tutto il mondo, ma più diffusa nei Paesi in via di sviluppo e caratterizzati da condizioni igienico sanitarie non ottimali: si trasmette per via oro-fecale consumando frutti di mare crudi o non cotti a dovere; l’infezione provoca circa 10000 decessi all’anno nel mondo.

Il batterio Salmonella Typhi è l’agente responsabile della febbre tifoide, una malattia che si trasmette per l’ingestione di cibi e/o bevande maneggiate da persone infette, oppure tramite la contaminazione, attraverso gli scarichi fognari, dell’acqua usata per bere o per lavare il cibo. Particolarmente a rischio sono i Paesi dell’Africa settentrionale, il Perù e l’Asia meridionale.

In generale la febbre tifoide continua a rappresentare un pericolo per la salute nella maggior parte dei Paesi tropicali, tra i quali l’Indonesia.

è bene ricordare che contro tifo e epatite A ci si può vaccinare e che il vaccino esiste anche in forma combinata.

Il batterio Vibrio colera è l’agente in grado di veicolare il colera, un’infezione causata sempre dall’assunzione da acqua o cibi contaminati.  

Tale batterio  è molto diffuso in Asia, specialmente in India, Thailandia e Vietnam. 

L’infezione si può efficacemente prevenire assumendo l’apposito vaccino. 

è sempre valida, in ogni caso,  la raccomandazione di bere solo acqua imbottigliata e sigillata fino al momento dell’apertura, di non consumare ghiaccio, di non mangiare crudità e cibo non cotto adeguatamente e solo frutta sbucciata al momento, oltre a rispettare sempre una scrupolosa igiene delle mani. 



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Redazione- Comunicato stampa

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