Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Le applicazioni delle staminali

Cellule staminali della mandibola contro la parodontite

di
Pubblicato il: 03-07-2018

Cellule staminali della mandibola contro la parodontite © iStock

Sanihelp.it - Dalla Scuola di Odontoiatria dell'Aristotle University di Salonicco giunge notizia di uno studio clinico promettente: un trapianto di cellule staminali, prelevate dall'osso che ospita le radici dei denti del paziente, potrebbe essere risolutivo nei casi di difetti ossei dovuti a parodontite (una grave malattia delle gengive). Va precisato subito, tuttavia, che serviranno ancora molti affinamenti tecnici prima di poter arrivare a una procedura clinica applicabile di routine; non va dimenticato, infatti, che si è appena agli inizi dell'esplorazione delle possibilità terapeutiche legate all'utilizzo delle cellule staminali del paziente stesso. Ma è evidente quanto lo studio sia potenzialmente promettente, considerando che è uno dei primi studi, su pazienti, ad avere testato una procedura basata sull'utilizzo di staminali per trattare i difetti ossei dovuti a malattia parodontale.

L'idea di tentare l'utilizzo delle cellule staminali del midollo osseo dei pazienti per riparare le lesioni parodontali è nata dal fatto che il consueto trattamento della parodontite grave in stadio avanzato comporta la combinazione di tecniche chirurgiche e non chirurgiche che prevede un costo molto elevato, per di più offre risultati non sempre duraturi nel tempo.

Per giungere alle conclusioni cui sono pervenuti i ricercatori greci sono state utilizzate alcune cellule di osso alveolare che, dopo essere state moltiplicate in provetta, sono state caricate su ‘micro-impalcature’ tridimensionali di collagene arricchite da fibrina prelevata dal sangue di ciascun paziente. Le ‘impalcature’ così ottenute sono state sistemate nelle lesioni ossee da parodontite, al fine di fornire un supporto alle staminali che si sono trasformate in cellule ossee e del legamento alveolare, rilasciando anche sostanze che favoriscono la guarigione della ferita. Il trattamento è risultato sicuro ai controlli nei successivi 12 mesi, ma serviranno ulteriori verifiche per valutarne in via definitiva l'efficacia dal punto di vista terapeutico.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Aristotle University

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
4 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:



Video del Giorno:

Promozioni:

Commenti