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Smartphone e bimbi: sì o no? Le regole degli esperti

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Pubblicato il: 10-07-2018

Un nuovo documento scientifico fa il punto sul'utilizzo, spesso eccessivo, dei device elettronici da parte dei bambini.


Smartphone e bimbi: sì o no? Le regole degli esperti © iStock

Sanihelp.it - I bambini cominciano sempre prima a cimentarsi con i dispositivi digitali. Negli Stati Uniti il 92% inizia già nel primo anno di vita e all’età di due anni li utilizza giornalmente. In Italia 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. Il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno. Solo il 29% chiede consiglio ai pediatri. La Società Italiana di Pediatria per la prima volta si esprime con un documento ufficiale sull’uso dei media device nei bambini da 0 a 8 anni di età, pubblicato sulla rivista Italian Journal of Pediatrics.

No a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. Limitare l’uso a massimo 1 ora al giorno nei bambini tra i 2 e i 5 anni e al massimo 2 ore al giorno  tra i 5 e gli 8 anni. Il documento sconsiglia programmi con contenuti violenti e l’uso di telefonini e tablet per calmare o distrarre i bambini. No al cellulare pacificatore. Si alle App di qualità da usare insieme ai genitori.

«Nessuna criminalizzazione delle tecnologie digitali, anzi alcune applicazioni hanno mostrato un impatto positivo sull’apprendimento in età prescolare, purché usate insieme ai genitori - spiega il presidente Alberto Villani - Numerose le evidenze scientifiche sulle interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli e lo sviluppo emotivo in età evolutiva».

È importante porre ai bambini dei limiti e trovare modi alternativi per intrattenerli e calmarli, così come si rivela preziosa la partecipazione educativa dei genitori all’esperienza digitale dei figli. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo.

Secondo studi recenti, l’uso dei touchscreen potrebbe interferire con lo sviluppo cognitivo dei bambini, perché questi hanno bisogno di un’esperienza diretta e concreta con gli oggetti in modo da affinare il pensiero e la capacità di risolvere i problemi. Il bambino di età inferiore ai 3 anni può apprendere nuove parole attraverso video solo se è presente un genitore che aggiunge altre informazioni durante lo svolgimento delle varie sequenze. L’uso di applicazioni educative ben fatte promuove l’apprendimento nei bambini in età prescolare e nei primi anni di delle elementari. 

Una elevata quantità di tempo speso davanti allo schermo è correlata a scarso profitto in matematica, a bassi livelli di attenzione e anche a minori relazioni sociali con i coetanei. Le App per disegnare potrebbero giocare un ruolo positivo nello sviluppo dei bambini e possono essere utilizzate in aggiunta ai tradizionali colori e gessetti in quanto sono sicuri e facili da usare. 

L’utilizzo di strumenti elettronici durante l’infanzia per più di 2 ore al giorno è associato a un aumento del peso e a problemi comportamentali. Alcune evidenze suggeriscono inoltre che esiste una correlazione tra utilizzo di tablet, cefalea e dolore muscolare (soprattutto a collo e spalle) dovuto alla postura.

L’usopuò interferire con la qualità del sonno attraverso le sollecitazioni causate sia da alcuni contenuti stimolanti sia dall’esposizione alla luce dello schermo che può interferire con il ritmo circadiano quando l’esposizione avviene la sera. Uno studio recente conclude che i bambini tra 1 e 4 anni che hanno la tv in camera hanno una peggiore qualità del sonno, più paura del buio, incubi e dialoghi nel sonno.

L’uso continuo dello smartphone può causare secchezza oculare, sensazione di corpo estraneo, bruciore. Per di più gli smartphone sono utilizzati a una distanza ravvicinata inducendo fatica oculare, abbagliamento e irritazione. L’eccessivo uso a breve distanza può anche influenzare lo sviluppo di una condizione chiamata esotropia acquisita concomitante, una tipologia di strabismo che si verifica quando appare una forma di diplopia che coinvolge dapprima solo la visione lontana e poi anche quella ravvicinata.

La precoce e prolungata esposizione a intensi livelli di rumore senza periodi di interruzione per le orecchie può portare infine a un'alterata percezione dei suoni, con possibili interferenze nello sviluppo del linguaggio, socializzazione, comunicazione e interazione con gli altri bambini.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
74° Congresso della Società Italiana di Pediatria

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