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Ipermemoria biografica, la rara capacità di ricordare tutto

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Pubblicato il: 16-07-2018

Ipermemoria biografica, la rara capacità di ricordare tutto © iStock

Sanihelp.it - Ricordare ogni giorno della propria esistenza, anche i i dettagli, è impossibile per la quasi totalità delle persone. Sebbene molti siano in grado di ricordare con accuratezza eventi ad alta connotazione emotiva (per esempio il matrimonio, la nascita di un figlio, il primo bacio, la morte di una persona cara), le giornate cosiddette normali vengono solitamente dimenticate o lasciano tutt’al più solo un vago ricordo.

Eppure, un numero molto esiguo di persone riesce a ricordare con incredibile accuratezza giornate apparentemente normali. Sono i soggetti dotati di ipermemoria autobiografica ora al centro, per la prima volta al mondo, di uno studio di risonanza magnetica funzionale per comprendere i meccanismi neurobiologici alla base di tale straordinaria capacità di memoria.

Lo studio, condotto sperimentalmente tutto in Italia presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, ha coinvolto numerosi centri di ricerca tra cui l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università di Perugia, l’Università della California Irvine e Sapienza Università di Roma. La cosa straordinaria è che, oltre a ricordare il giorno della settimana di una data lontana nel tempo (per esempio ricordano che il 3 agosto del 2011 era un mercoledì!), i soggetti con ipermemoria sono anche in grado di dire come erano vestiti in quella giornata, che cosa hanno mangiato, quale film hanno visto. Ancora più sorprendente è la completa assenza di esitazione o di sforzi consapevoli quando devono richiamare alla memoria eventi che hanno vissuto anche decine di anni prima.

Durante scansione, ai soggetti è stato chiesto di rievocare esperienze autobiografiche relativamente recenti (L’ultima volta che hai preso un treno) o remote (La prima volta che hai baciato qualcuno). Nell’arco di 30 secondi, dovevano premere un pulsante per indicare che avevano rintracciato quello specifico ricordo in memoria (fase di accesso al ricordo) e poi continuare a rivivere il ricordo quanto più possibile nel dettaglio (fase di elaborazione del ricordo).

Come era lecito attendersi, i soggetti con ipermemoria autobiografica hanno rievocato un numero maggiore di dettagli e con maggior vividezza rispetto ai soggetti di controllo. Le differenze funzionali tra ipermemori e controlli sono state riscontrate unicamente nella fase di accesso al ricordo, ma non di elaborazione. Durante la fase di accesso, i soggetti ipermemori hanno mostrato un incremento di attivazione della corteccia prefrontale mediale e della sua connettività funzionale con l’ippocampo, soprattutto nel caso di ricordi remoti.

Questi risultati sembrano mostrare che l’ipermemoria consiste principalmente nella capacità di accedere, tramite il circuito prefrontale-ippocampale, a tracce mnestiche non accessibili ai soggetti di controllo, spiegando la maggiore capacità dei soggetti ipermemori di riportare alla luce dettagli infinitesimi del loro passato.

Questi risultati permettono di aprire nuove frontiere di ricerca sulla memoria, tradizionalmente studiata in termini di ipo-funzionamento in condizioni patologiche. Comprendere i sistemi neurobiologici alla base dell’iper-funzionamento di memoria fornisce di fatto importanti indicazioni su come intervenire (in termini di stimolazione cerebrale) per ripristinare un funzionamento adeguato dei sistemi di memoria in condizioni patologiche.



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La Sapienza

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