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Un disturbo che colpisce prevalentemente donne e disoccupati

I dati Istat sulla depressione in Italia

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Pubblicato il: 31-07-2018

I dati Istat sulla depressione in Italia © iStock

Sanihelp.it - Si parla molto di depressione ma, il più delle volte, lo si fa in modo semplicistico e confuso. La depressione rientra in uno specifico disturbo dell'umore, pertanto non va confusa con una generica demoralizzazione. Secondo il Manuale diagnostico statistico (Dms-Iv), per poter parlare di questo disturbo è necessario che almeno 5 dei seguenti sintomi siano stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane e rappresentino un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento (almeno uno dei sintomi dev’essere costituito da umore depresso o perdita di interesse o piacere): umore depresso che si manifesta per la maggior parte del giorno, significativa diminuzione di interesse o piacere per tutte le attività, perdita o significativo aumento di peso in assenza di una dieta specifica, insonnia quasi ogni giorno, agitazione oppure rallentamento psicomotorio che si presenta quasi ogni giorno.

Recentemente, l’Istat, nel report La salute mentale nelle varie fasi della vita - anni 2015-17, ha tracciato il quadro di questo terribile disturbo nel nostro Paese; vediamo, dunque, cosa è emerso.

La depressione risulta il disturbo mentale più diffuso tra gli italiani, colpendone circa 2,8. Una malattia in aumento soprattutto fra gli anziani; tanto che, anche se l'Italia è uno dei Paesi Ue con meno depressi (5,5% contro il 7,1% della media Ue), tra gli over 65 questo valore raddoppia (11,6% contro l'8,8% della media Ue). Nella popolazione anziana, inoltre, i disturbi depressivi e di ansia grave sono spesso associati ad altre malattie croniche: una donna su sette, con più di 80 anni, soffre di demenze o morbo di Alzheimer.

Secondo l’Istat, il disturbo riguarda in misura maggiore le donne e chi non lavora. Guardando i dati per genere, il tasso di depressione femminile è quasi doppio rispetto a quello maschile (9,1% contro 4,8%). Quanto al lavoro: nella popolazione tra i 35 e i 64 anni dichiara ansia e disturbi depressivi l'8,9% dei disoccupati e il 10,8% degli inattivi, rispetto ad appena il 3,5% degli occupati.

Altro dato preoccupante è che sono in aumento gli alunni con disabilità nelle scuole italiane, soprattutto quelli con disturbi di salute mentale, che raggiungono quota 170mila. Nell'anno scolastico 2016-17, dichiara l'Istituto di statistica, gli alunni con disabilità sono stati circa il 3% degli alunni delle scuole di ogni ordine e grado; di questi, 2 su 3 quelli con disabilità intellettiva. Così, su 100 alunni cui è riconosciuto il sostegno, l'8,8% ha disabilità sensoriali, l'11,6% motorie e il 19,4% disturbi del linguaggio. Ma la quota dominante è appunto rappresentata dalle disabilità intellettive: il 23,9% ha un disturbo evolutivo globale dello sviluppo psicologico, il 45,4% una disabilità intellettiva, il 17,3% soffre di disturbi del comportamento e dell'attenzione, il 16,5% di disturbi affettivi relazionali.



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Istat

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