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Cibi bio: come riconoscere gli originali?

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Pubblicato il: 14-08-2018

Cibi bio: come riconoscere gli originali? © iStock

Sanihelp.it - Quello del biologico è un settore in piena espansione: nel 2018, in Italia, le vendite di cibi bio sono aumentate del 10,5%. Questo boom ha generato confusione anche a causa di un abuso del termine biologico sulle confezioni di alcuni prodotti che si avvalgono di colori nelle tinte del verde, decorazioni a tema natura e termini fraintendibili per suggerire l’idea di una scelta salutare ed ecologica. Ma per essere chiamati biologici, gli alimenti devono provenire da un'agricoltura o un allevamento che seguano norme e processi specifici dettati dall'Unione Europea, ricorda il sito QualeScegliere.it. Ecco un'utile guida agli acquisti. 

Agricoltura biologica: rispetta quanto più possibile i cicli di vita naturali delle piante e riduce al minimo l’azione dell’uomo. Bandito l’utilizzo di sostanche chimiche, organismi geneticamente modificati, fertilizzanti non naturali, antiparassitari non di origine animale, vegetale o minerale, ma autorizzati dal regolamento CE. Si utilizzano, invece, tecniche quali rotazione delle colture e salvaguardia di insetti antagonisti dei parassiti.

Allevamento biologico: gli animali vengono nutriti esclusivamente con mangimi di origine naturale al 95% e oltre. Anche in questo caso è proibito l’impiego di razze manipolate geneticamente, la somministrazione di antibiotici e ormoni agli animali. 

Come riconoscere un’etichetta ingannevole? L’unica garanzia è la presenza del simbolo Euro-leaf raffigurante una foglia composta delle stelline dell’UE su sfondo verde. È l’unica certificazione biologica con valore legale, obbligatoria dal 1 luglio 2010 in base al Reg. CE n. 271/2010 sui prodotti che riescono a ottenerla a patto che rispettino specifiche condizioni.

Per ottenere la certificazione, degli enti di controllo designati devono verificare che le direttive UE vengano applicate nel modo corretto, per questo accanto al logo dell'UE è permesso apporre anche altri loghi nazionali, locali o privati, come nel caso dell’italiano CCPB (consorzio per il controllo dei prodotti biologici), del tedesco Biosiegel o del logo francese AB (Agriculture Biologique).

Per quanto riguarda i prezzi, gli esperti hanno ipotizzato di riempire il carrello della spesa con 5 alimenti che in molte case italiane vengono consumati frequentemente: pasta, passata di pomodoro, olio extravergine di oliva, farina e biscotti. Una confezione da mezzo chilo di spaghetti di grano duro coltivati biologicamente costa in media 1,50 euro, contro gli 0,80 euro della scelta non bio. L’olio extravergine di oliva, un alimento già caro di per sé, costa più del doppio quando bio: dai 6,15 euro si arriva fino a 14,40 euro per un litro.

Per un chilo di farina che rispetti il sistema di produzione biologico, dovremo spendere il doppio della cifra richiesta per la farina standard, il cui costo è di 0,75 euro. I frollini al latte fanno salire la spesa da 1,59 euro a 3,30 euro a parità di peso. In totale, quindi, se decidiamo di mangiare esclusivamente bio, la spesa può costare il 97,18% in più rispetto all’acquisto di prodotti privi di certificazione.

«Se si tratta di prodotti realmente bio e certificati, la differenza di prezzo è giustificabile alla luce di elementi quali la più bassa resa produttiva delle coltivazioni e degli allevamenti bio e l'insufficiente ottimizzazione dei costi di produzione, come quelli di trasporto – commenta Luisa Esposito di QualeScegliere.it - Bisogna inoltre considerare che su tutti gli anelli della catena produttiva incidono i costi di certificazione, che ne rendono più importante l’autenticità».



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Qualescegliere.it

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