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L'inquinamento riduce le misure

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Pubblicato il: 31-07-2018

Uno studio italiano ribadisce i rischi che le sostanze inquinanti hanno per la salute riproduttiva maschile... ma anche per le dimensioni.


L'inquinamento riduce le misure © iStock

Sanihelp.it - Attraverso l'alimentazione, le acque e il contatto, uomo e animali sono sempre più esposti a prodotti inquinanti, principalmente residui chimici della plastica e dei suoi prodotti di degradazione, che agiscono come interferenti endocrini, possono cioè  possono alterare l'equilibrio e la funzione degli ormoni interagendo o interferendo con la normale funzione ormonale e portando effetti negativi sulla salute.

Dopo numerosi studi internazionali che puntano il dito contro tali sostanze, un nuovo studio italiano, pubblicato sulla rivista scientifica Human reproduction conferma le accuse e lancia un allarme per la fertilità dei giovani. Dallo studio, condotto su quasi mille ventenni veneti, è infatti emersa una riduzione della produzione degli spermatozoi (-18% rispetto ai giovani di 15 anni fa) e una variazione delle strutture corporee, che sono indice di un alterato equilibrio degli ormoni testicolari.

Il 36% dei giovani presenta infatti un'apertura delle braccia superiore alla media, che è indicativa di un'alterazione nelle proporzioni antropometriche, tipicamente associata al ruolo degli ormoni sessuali nello sviluppo del maschio. I risultati hanno evidenziato anche una riduzione delle dimensioni del pene, di -0,9 cm rispetto ai giovani di 15 anni fa, e dei testicoli: il 23% dei giovani analizzati ha mostrato un volume testicolare inferiore ai 12 cc, considerato come valore soglia di normalità.

Per la prima volta, inoltre, è stata misurata la distanza ano-genitale, indicatore clinico che è determinato dalla impregnazione androgenica nel maschio durante lo sviluppo fetale. Una riduzione della produzione di ormoni testicolari dell'embrione comporta una riduzione della distanza ano-genitale (nelle donne, mancando gli ormoni testicolari, la distanza ano-genitale è infatti molto ridotta) riscontrata nei giovani analizzati, che si associa a una riduzione del numero di spermatozoi e delle caratteristiche di mascolinizzazione come l'apertura delle braccia, il volume testicolare e le dimensioni del pene.

«Tutti questi segni depongono per una interferenza da parte dei composti chimici ambientali sulla attività degli ormoni testicolari nel maschio» spiega  Carlo Foresta, docente di Endocrinologia all'università di Padova, che ha coordinato il gruppo di ricerca.  «Queste interferenze possono manifestarsi sia durante lo sviluppo della fase embrionale che durante la fase adolescenziale fino all'età adulta, portando quindi a possibili conseguenze negative sul potenziale di fertilità dei giovani uomini».



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