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Tumori: prevenzione e terapie

Talco in cosmetici e cancro, no dati scientifici certi

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Pubblicato il: 07-08-2018

La Società Italiana di Tossicologia (SITOX) rassicura sulla presunta cancerogenicità del talco, dopo gli allarmi dei mesi scorsi


Talco in cosmetici e cancro, no dati scientifici certi © iStock

Sanihelp.it - Ha avuto grande risonanza la recente sentenza di un tribunale statunitense che ha condannato la Johnson&Johnson a risarcire per 4,7 miliardi di dollari 22 donne con cancro all’ovaio, la cui causa è stata attribuita all’uso di cosmetici in polvere contenenti talco che, secondo il tribunale, era stato contaminato da amianto, ritenuto cancerogeno per alcuni organi. 

Secondo la SITOX, tuttavia, non vi sarebbero prove certe tra uso di talco e cancerogenicità, a parte un probabile modesto eccesso di rischio nella popolazione femminile esposta per inalazione a elevate concentrazioni per motivi di lavoro.

I dati relativi all’esposizione a talco, e in particolare all’uso da parte delle donne, nella zona perineale, di cosmetici in polvere contenenti del talco, sono ancora meno persuasivi.

In ogni caso, è importante sottolineare che tutti questi studi si riferiscono a esposizioni risalenti agli anni '50-'70 del secolo scorso e che sicuramente il controllo di qualità dei prodotti cosmetici in uso attualmente è molto maggiore che in passato.

Sulla base di questi dati, SITOX ribadisce come gli allarmi sollevati sull’uso di cosmetici a base di talco non siano sostenuti dai dati scientifici disponibili. Questo perché solamente il dato quantitativo della relazione dose/concentrazione-risposta confrontata con l’entità dell’esposizione permette di trarre conclusioni coerenti sulla causalità di un effetto tossico. In questo caso, i dati indicano che il rischio cancerogeno attuale derivante dall’uso di polveri cosmetiche a base di talco non è sostenibile sulla base della metodologia attuata giornalmente nel mondo basata sulla caratterizzazione del rischio. 

Secondo la SITOX, per «un'adeguata valutazione del rischio è necessario procedere alla caratterizzazione della relazione dose/risposta e dell'esposizione» mentre basarsi su una «classificazione basata sul solo pericolo intrinseco è fuorviante e può causare inutile ansia nella popolazione».


 



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