Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Cibi: richiamo all'Italia in etichetta vale oltre 6 miliardi

di
Pubblicato il: 29-08-2018

Cibi: richiamo all'Italia in etichetta vale oltre 6 miliardi © iStock

Sanihelp.it - Oltre il 25% dei prodotti alimentari venduti in super e ipermercati esibisce la sua italianità in etichetta: a rivelarlo è la terza edizione dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy. Dietro questi numeri non ci sono solo le norme che hanno introdotto l'indicazione obbligatoria dell'origine della materia prima per diversi alimenti – tra gli ultimi le conserve di pomodoro, per cui l’obbligo è entrato in vigore dal 27 agosto 2018 – ma anche i valori di rassicurazione, di qualità e di gusto che gli italiani riconoscono ai prodotti alimentari made in Italy e le scelte delle aziende di produzione di enfatizzare questi aspetti sulle etichette.

Sui 60.600 prodotti alimentari di largo consumo analizzati è emerso che oltre 15.300 richiamano la loro origine italiana in etichetta e, nel 2017, le loro vendite sono cresciute del 4,5%, ossia a un tasso maggiore rispetto al +2,3% fatto registrare nel 2016. Nel 2017 i prodotti che richiamano l’italianità in etichetta hanno generato oltre 6,3 miliardi di euro di vendite, ovvero circa 274 milioni di euro più del 2016.

L’Osservatorio Immagino ha rilevato che l'elemento più utilizzato in etichetta per richiamare l'origine italiana è la bandiera tricolore, usata dal 14,3% dei prodotti, che hanno generato il 13,8% del giro d’affari totale dell’alimentare confezionato venduto in Italia nel 2017. Rispetto all’anno precedente, il valore delle vendite è aumentato del 4,9%, contro il +3,1% registrato tra il 2015 e il 2016.

Nella classifica dei trend di crescita – ed escludendo le indicazioni geografiche europee – al numero uno si posiziona il claim 100% italiano, che nel 2017 ha visto le vendite fare un balzo in avanti del 7,8% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto a formaggi (mozzarelle e crescenze), prodotti avicunicoli e latte. A presentarsi in etichetta come 100% italiano sono 5,2 prodotti alimentari su 100 e le loro vendite raggiungono una quota del 7,4% sul totale alimentare.

Il 5% circa dei prodotti analizzati riporta una delle 4 indicazioni geografiche riconosciute e tutelate dall'UNione europea. Questi bollini hanno chiuso il 2017 con trend positivi: Dop e Doc vanno più veloci rispetto al 2016 (+6,9% e +8,1%), trainati dalle vendite di formaggi per il Dop e di vini e spumanti per il Doc.

Continua l’espansione delle vendite di prodotti Igp e Docg, con trend molto positivi (+7,8% e +8,7%). Il motore delle vendite sono i salumi Igp e i vini e gli spumanti Docg. Sono circa 2 mila, infine, i prodotti che specificano la regione di provenienza, pari a circa il 3,3% del totale dell’offerta. Il giro d’affari è in crescita per tutte le 7 regioni più presenti in etichetta. La più evidenziata resta il Trentino-Alto Adige, seguita da Piemonte, Toscana, Sicilia, Lombardia, Puglia e Campania.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:



Video del Giorno: