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Back to school: 10 cose da sapere su dislessia e dintorni

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Pubblicato il: 03-09-2018

Per alcuni bambini e ragazzi l'inizio del nuovo anno è più difficile e faticoso. Dietro un'apparente pigrizia e svogliatezza può nascondersi un DSA. Ecco di cosa si tratta.


Back to school: 10 cose da sapere su dislessia e dintorni © iStock

Sanihelp.it - Alcuni bambini e ragazzi incontrano ostacoli e difficoltà che rendono l’esperienza scolastica particolarmente faticosa e frustrante. All'origine di questi sentimenti possono essere rintracciate difficoltà definite Disturbi specifici di apprendimento (DSA). Secondo i dati del Miur nel nostro Paese 3 alunni su 100 ne sono affetti. Si tratta di 254.614 alunni delle scuole italiane di ogni ordine e grado. In un anno la presenza è passata dal 2,5 al 2,9%, con un picco del 5,4% nella scuola secondaria di primo grado, contro il 4,03% della secondaria di secondo grado e l’1,95% della primaria. Il disturbo più diffuso è la dislessia (42,5%), a seguire la disortografia (20,8%), la discalculia (19,3%) e la disgrafia (17,4%).

«Una tipica manifestazione si ha quando all’iniziale preoccupazione per l'inizio dell'attività didattica va a sostituirsi una tendenza a evitare l'impegno scolastico, tanto da essere giudicati come svogliati, disinteressati, disattenti e oppositivi. Questo atteggiamento viene frainteso e spesso sfocia in una forte conflittualità tra genitori e figli», spiega il dottor Gianni Lanfaloni, psicologo clinico dell’Istituto Serafico di Assisi, che lancia un decalogo di informazioni e consigli redatto con il supporto degli specialisti del Centro di Ricerca InVita.

Cosa sono i DSA? Sebbene siano definiti disturbi, di fatto non hanno le caratteristiche di una malattia. Hanno un’origine neurobiologica e dipendono dalle peculiari modalità di funzionamento delle rete neurali coinvolte nei processi delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Non sono causati né da deficit di intelligenza o sensoriali, né da problemi ambientali o psicologici, ma possono essere considerati come caratteristiche specifiche dell’individuo, come l’orecchio musicale o il senso dell’orientamento.

Quali sono i DSA? Sulla base del tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in: Dislessia, disturbo specifico della lettura che si caratterizza per la difficoltà nell’effettuare una lettura accurata e fluente in termini di velocità e correttezza. Disortografia, disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nell’apprendere e automatizzare le regole di conversione fonema-grafema e la corretta forma ortografica delle parole. Disgrafia, disturbo specifico della componente esecutivo-grafica della scrittura, di natura motoria, inerente la difficoltà ad imparare a scrivere in modo fluido, armonico e leggibile a causa di un deficit nei processi di realizzazione grafica. Discalculia, disturbo specifico delle abilità di calcolo, con difficoltà importanti nell’automatizzazione dei processi di calcolo sia mentale che scritto, nell’acquisizione e recupero dei fatti numerici (come le tabelline) e, in generale, nel comprendere e operare con i numeri.

Come si riconoscono? I DSA possono presentarsi da soli, associati tra loro o con altri tipi di disturbo, come la difficoltà di coordinazione motoria e/o associati a disturbi dell'attenzione o del linguaggio. 

Quando è possibile fare una diagnosi? Solo alla fine della seconda elementare per la letto-scrittura e alla fine della terza elementare per le abilità aritmetiche. Tuttavia, se si hanno dei sospetti, non è da escludere la possibilità di effettuare una valutazione specialistica prima dei tempi indicati.

A chi bisogna rivolgersi? A una struttura sanitaria specializzata nei disturbi del neuro-sviluppo e richiedere una valutazione specialistica che verrà fatta mediante specifici test. Ci si può rivolgere ai centri per l'età evolutiva dell'ASL o a centri privati accreditati dal Sistema Sanitario Nazionale per questo tipo di attività e abilitati alla diagnosi e alla sua eventuale certificazione.

Quali interventi sono indicati? Sarà compito dello specialista individuare il trattamento più efficace per ogni caso, che dovrà tenere conto di tutte le caratteristiche e manifestazioni del disturbo, oltre che dei punti di forza del bambino. Ogni trattamento dovrà essere personalizzato.

Qual è il ruolo della scuola? È regolamentato dalla legge 170 del 2010 che prevede la predisposizione di un Piano Didattico Personalizzato, un progetto educativo e didattico commisurato alle potenzialità dell’alunno, che ne deve rispettare i tempi di apprendimento e ne deve valutare i progressi rispetto alle abilità di partenza. Devono essere definiti tutti i supporti e gli accorgimenti, le misure dispensative e gli strumenti compensativi necessari alla realizzazione del successo scolastico.

Come si riconosce un alunno con DSA? Oltre alle attenzioni da rivolgere alle abilità di lettura, di scrittura, di grafia e di calcolo è opportuno fare riferimento anche a una generale difficoltà nelle attività che richiedono l'uso di apprendimento mnemonico e problemi nell’imparare i rudimenti delle lingue straniere. 

Quali sono le strategie da adottare a scuola? Nel caso di uno studente al quale è stato diagnosticato un disturbo della lettura, bisognerà farlo sentire a proprio agio, evitando forzature nella lettura, specialmente ad alta voce davanti ai compagni. Una valida alternativa è l’utilizzo del PC, grazie al correttore ortografico. Se l’alunno dimostra difficoltà nella memorizzazione delle tabelline, delle regole o delle formule, sarà necessario dispensarlo dallo studio memonico e permettergli di utilizzare tabelle di regole, formulari e mappe concettuali. Per l’apprendimento delle lingue straniere, si dovrebbe privilegiare la forma orale rispetto a quella scritta. È preferibile l’utilizzo del vocabolario informatico, di sintetizzatori vocali e creatori di mappe concettuali.

Come trattare l’argomento con i figli o alunni? Ènimportante mettere in risalto che è possibile trovare un modo alternativo di apprendimento, più adatto alle loro necessità. Bisogna spiegare loro che è importante conoscere se stessi per comprendere le difficoltà che riscontrano nello studio al fine di aiutarli a valorizzare ed esprimere al meglio il loro potenziale.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Serafico di Assisi

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