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Bambini e tv, le regole per evitare danni psicologici

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Pubblicato il: 27-05-2005
Sanihelp.it - La televisione italiana ha bisogno di una boccata d'ossigeno di qualità e di rispetto nei confronti dei piccoli telespettatori. È questo il messaggio lanciato ieri nel corso dell'apertura dei seminari di studio dal titolo «TV e Minori: medici e psicologi a confronto», svoltasi all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con la collaborazione del Comitato per l'Autoregolamentazione e del Comitato Nazionale di Bioetica.

I minori, è stato appurato, corrono dei rischi quando sono esposti a lungo e da soli alla visione di trasmissioni e spettacoli che possono turbarli e influenzarli negativamente. Inoltre un eccessivo utilizzo della tv, anche indipendentemente dal tipo di programma, riduce il tempo dedicato alla creatività, alla relazione con coetanei e adulti, alla lettura e alla attività ludica.

Non di rado i bambini subiscono attraverso la tv messaggi che nel lungo periodo possono influire in modo negativo sullo sviluppo psico-fisico. I genitori, però, sono spesso impreparati a riconoscerli. Ecco i consigli degli psicologi per un buon uso della Tv per bambini:

  1. Considerare che alle ore di visione della tv si aggiunge spesso il tempo dedicato ai videogames.
  2. Scoraggiare l'abitudine di addormentarsi davanti alla tv, in camera o sul divano, favorendo la lettura serale di un libro o, ancor meglio, un momento di dialogo.
  3. Non consentire al bambino di utilizzare la televisione come sottofondo allo studio.
  4. Non considerare la TV come un mezzo per far star buono il bambino.
  5. Il tempo dedicato alla tv deve essere limitato e intervallato da gioco, lettura, sport e dialogo.
  6. Condividere, quando possibile, la visione di spettacoli di intrattenimento, di informazione, di film, che, anche se adatti ai bambini, spesso possono avere bisogno di spiegazioni, rassicurazioni, valutazione.
  7. Considerare che la ripetitività di pubblicità e trasmissioni di intrattenimento induce all'aumento dei desideri, al consumismo, all'imitazione di modelli di comportamento superficiali o del tutto irreali.
  8. Scegliere trasmissioni di qualità che proteggano il bambino da informazioni e materiali dannosi per il suo sviluppo.
  9. Tenere presente che, pur essendo il mezzo televisivo un utile strumento per gli apprendimenti, un suo uso esclusivo rischia di non favorire lo sviluppo della concentrazione, delle capacità critiche e di ostacolare l'apprendimento scolastico, determinando situazioni di confusione.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, Roma

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