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Tania Cagnotto torna alle gare dopo la maternità

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Pubblicato il: 28-08-2018

L'ex nuotatrice aveva abbandonato il trampolino per dedicarsi alla famiglia, ma a 7 mesi dalla nascita della figlia vuole tornare ad allenarsi: «un segnale positivo per tante mamme».


Tania Cagnotto torna alle gare dopo la maternità © Rete

Sanihelp.it - Tania Cagnotto è diventata mamma di una bambina, Maya, lo scorso 23 gennaio, dopo aver dato ufficialmente l’addio alle gare. Era già in dolce attesa di poche settimane, senza saperlo, proprio il 16 maggio 2017, quando ha disputato l’ultima competizione.

In una recente intervista a Gente ha raccontato di come la gravidanza sia stato il periodo più bello della sua vita, del parto senza epidurale, in cui ha pensato di morire, e della vita da mamma: «Verso il 3° o 4° mese, Maya non voleva saperne di stare nel passeggino e nel seggiolino dell’auto. Si calmava solo se la tenevo in braccio e uscire di casa era un problema. Ora va meglio. Ma da quando è nata so che il momento della spensieratezza è finito per sempre: lei è continuamente al centro dei miei pensieri. Prima mi allenavo molto, sei ore al giorno, c’era lo stress della gara, della prestazione, ma poi, una volta a casa, mi rilassavo, non ci pensavo più. Ora l’impegno è costante, non si stacca mai».

Eppure, l’ex tuffatrice, convinta di aver abbandonato per sempre il trampolino, è sempre più vicina a un ritorno alla piscina, con la compagna di sincro e di medaglie e anch’essa neomamma, Francesca Dallapè, in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020: «Non ne volevo sapere, ma devo dire che da un mesetto la sfida mi stuzzica. È da quando avevo 6 anni che mi alleno, ho partecipato a cinque Olimpiadi e tutta quella pressione agonistica da cui volevo fuggire mi manca» e aggiunge. «Un ritorno dopo una maternità, cosa che sempre più atlete scelgono di compiere, sarebbe un bel segnale per tutte le madri in generale. Un figlio è felice se la mamma è felice».

E così in autunno tornerà ad allenarsi, anche se solo per 2-3 ore al giorno prima di decidere, verso Natale, se partecipare o meno ai campionati italiani per le qualificazioni. Ma nel futuro non c‘è solo lo sport: «Mi piacerebbe un secondo figlio. Magari, sempre se dovessimo qualificarci, dopo Tokyo. Ma se rimango di nuovo incinta, rinuncio al podio. Un figlio vale di più di qualsiasi medaglia».



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