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Sclerosi multipla: scoperto marker che predice la malattia

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Pubblicato il: 06-09-2018

Sclerosi multipla: scoperto marker che predice la malattia © iStock

Sanihelp.it - Uno studio della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Centro Dino Ferrari, Università degli Studi di Milano, con la collaborazione dell'Unità di Neuroradiologia della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico e della Fondazione IRCSS Santa Lucia di Roma dimostra una correlazione, già nelle fasi precoci di malattia, tra i livelli liquorali della proteina beta-amiloide e una prognosi peggiore nei malati affetti da sclerosi multipla.

La sclerosi multipla è la più comune malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale. È una patologia immunitaria che comporta un danno della mielina, la guaina che riveste i neuroni. Diversi studi suggeriscono, però, anche un ruolo della morte neuronale – la cosiddetta neurodegenerazione – nella patogenesi della malattia. 

L’obiettivo della ricerca è stato quello di indagare il possibile ruolo prognostico dei livelli di beta-amiloide (proteina coinvolta nella genesi della malattia di Alzheimer) nel liquido cerebrospinale, mediante la determinazione di un valore soglia per classificare i malati in progressione lenta e veloce; per valutare una possibile associazione con il danno della sostanza bianca e grigia  cerebrale, già nelle prime fasi della malattia e per fornire ai clinici un aiuto per identificare tempestivamente strategie terapeutiche più o meno aggressive.

Per lo studio sono stati reclutati 60 individui sottoposti - per 3-5 anni - a regolari valutazioni cliniche e a un'analisi del liquido cerebrospinale per determinare i livelli di beta-amiloide e a due risonanze magnetiche cerebrali (al basale e dopo 1 anno). Sono stati osservati livelli liquorali inferiori di beta-amiloide nei malati con una più rapida progressione di malattia, dicono gli studiosi, dimostrando come la proteina beta-amiloide sia un predittore del peggioramento clinico nella sclerosi multipla.

In conclusione, lo  studio dimostra che i livelli di beta-amiloide nel liquido cerebrospinale possono essere un biomarcatore di progressione nella sclerosi multipla. Lo studio suggerisce anche un’ipotesi di studio, ovvero che livelli bassi di beta-amiloide possano associarsi a una diminuita capacità di riparazione mielinica e assonale, evidenziato da un precoce perdita di sostanza bianca e grigia cerebrale. Tuttavia,resta da chiarire se questa proteina svolga un ruolo causale nella sclerosi multipla o rappresenti un epifenomeno nell'ambito dei processi riparativi neuroassonali.



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Università Statale di Milano

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