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Pericoli a tavola: l'uva è il frutto più inquinato

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Pubblicato il: 30-05-2005
Sanihelp.it - L’uva, bianca o rossa che sia, è il frutto più inquinato sulle nostre tavole. A svelarlo è l'inchiesta annuale sui pesticidi presenti nei prodotti ortofrutticoli condotta da Legambiente in collaborazione con il Movimento di difesa del cittadino.

«Metà della frutta commercializzata in Italia è contaminata da uno o più residui di pesticidi, e il 2,2% è addirittura fuorilegge», ha spiegato il direttore dell'associazione ambientalista Francesco Ferrante illustrando i risultati dello studio.
Bocciata la normativa italiana in materia, secondo Ferrante «decisamente antiquata», che non prende in esame il fondamentale aspetto del possibile effetto sinergico dovuto alla presenza 'lecita' di molecole di diversi pesticidi.

Per le verdure, invece, la situazione è leggermente migliore: il 22,7% presenta tracce di pesticidi, ma solo l'1,2% ha concentrazioni pericolose. Anche i prodotti derivati (olio, pasta, vino, miele, ecc.) presentano tracce di molecole chimiche utilizzate in agricoltura nel 13,7% dei casi. Cala però il numero totale dei campioni fuorilegge: era pari al 2% nel 2004 e scende all'1,4%.

Se la maglia nera della contaminazione spetta all'uva, l'alimento che ha collezionato più di ogni altro valori fuori norma, i controlli effettuati nei laboratori hanno evidenziato valori allarmanti anche nel prezzemolo, nel sedano, nelle pere, nelle mele e negli agrumi. Difendersi da queste insidie, però, secondo Ferrante è possibile: bisogna esigere l'etichettatura con la provenienza della merce, privilegiare i prodotti di stagione e pretendere una riforma in grado di far emergere il valore dell'agricoltura italiana di qualità.


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Repubblica

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